Oltre le stelle

Oltre le stelle

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WpMetadataNoticeLast published Sat, Oct 25, 2025
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Fiction
Romance
"Aghi, un continuo di gente, palloncini e fiori, bigliettini... Questa è stata la mia vita da due anni a questa parte. Mi chiamo Alicie, ho 18 anni e vivo a Philadelphia , ancora per poco, forse. Oggi 16 agosto , inizia il mio conto alla rovescia. Soffro di cancro e da un paio di mesi il mio corpo non reagisce più ai farmaci, così ho deciso di smettere con le cure perché tanto era tutto inutile. Così mi resta solo un anno da vivere. Voglio fare tutto quello che non ho mai fatto nella vita "La vita, per me, aveva perso senso da tanto tempo, forse dal momento in cui sono stato messo al mondo da persone che non erano in grado di badare a se stessi, ma hanno deciso di mettere al mondo un figlio. La vita l'ho vissuta tra centri educativi e case-famiglia. Adesso ha l'età di 20 anni sono ritornato nella mia città natale, Philadelphia . Ha completare l'ultimo hanno dí scuola .
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«Perché, quella sera al castello, non hai detto niente?» Io mi irrigidii e non risposi subito, tenni lo sguardo fisso sul mio piatto. Spezzai il raviolo con i denti e appoggiai l'altra metà sul piatto. «Avevo paura che non mi avessi riconosciuta», mormorai, giocando con la forchetta, poi alzai lo sguardo sul suo, decisa, «Ne ero convinta. Credevo che, essendo cambiata così tanto, non mi avessi riconosciuta e che parlare mi avrebbe solo messa nei guai» «Credi che non avrei riconosciuto il tuo sguardo?», inarcò un sopracciglio, colpito. «Sapevo di non essere in pericolo, ma non mi sentivo del tutto al sicuro. Perché, se non mi avessi riconosciuta, non sarei stata al sicuro al cento per cento», spiegai e vidi il suo volto scurirsi, «Ti prego, non pensare male di me» «Sai come sono sopravvissuto tutti questi anni?», chiese con tono calmo, guardandomi, «Concentrandomi sul ricordo della tua risata, della tua voce, del tuo tocco. Sul ricordo del tuo viso, che stavo iniziando a dimenticare. Mi sono sforzato ogni interminabile secondo per ricordarmi ogni singolo lineamento del tuo viso. Così da sentirmi vivo, per quel che riuscivo. Ogni volta che i Dissennatori riuscivano a succhiare quel poco di gioia che mi rimaneva, sentivo la tua voce chiamarmi per nome, la sentivo dirmi "ti amo", la sentivo dire che sarebbe rimasta lì per me, che mi avrebbe tenuto lucido e sano di mente. Ma, più ci pensavo, più sentivo di star uscendo di testa. Sei stata tu a tenermi lucido e a farmi impazzire allo stesso tempo. Solamente tu»

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