La malvagia Castellano

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WpMetadataReadConcluída dom, jul 26, 2015
Disse con aria soddisfatta " non inquinate" poi si dileguó nell'ombra. Era una donna , anzi un'aliena, molto sola. Trascorreva le sue giornate tra il Liceo Severi e la sua enorme Mansione a Scanzano. Dove accadevano cose orribili...
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Uno dei pochi ricordi che ho delle scuole elementari, è il mio nono compleanno. Era forse la terza o la quarta ora, e mancava l'insegnante. Nel pomeriggio mia madre mi avrebbe organizzato una festa a sorpresa, ma io non avrei dovuto sapere nulla. Stavamo ridendo e scherzando in gruppo quando, non so perchè, feci arrabbiare una mia amica e per dispetto mi disse >. Allibita, le chiesi quale festa e lei ancora più infuriata replicò >. Mi girai, seduta al mio banco e non dissi più nulla pensando alle sue parole. Io ho sempre odiato le sorprese. Ricordo che quel giorno faceva caldo e in aula c'erano le veneziane abbassate. Non filtrava molta luce e tra il buio, i miei pensieri e il caldo, all'improvviso svenni. Mi svegliai in un aula affianco alla mia, con l'insegnante di sostegno, la mia amichetta con cui avevo discusso e mia madre. Non seppi mai spiegare perchè successe ma tutt'ora, quando accumulo troppe tensioni mi capita di svenire. Al pomeriggio, la festa, la facemmo lo stesso e mi ricordo che è stata una delle più belle giornate della mia vita. Abbiamo mangiato, giocato, riso, parlato e alla fine, stremate, tutte le mie amiche se ne andarono a casa. Felice, ma stanca, ringraziai mia madre e andai a letto. Quelle amiche, una volta cresciute, non le vidi più tranne una: la mia amichetta con cui ebbi la discussione.

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