L'Obscurity non è solo una casa di riabilitazione. È un luogo che si annida sul confine tra la redenzione e l'oblio. Circondato da fitte foreste e isolato dal mondo, accoglie adolescenti ritenuti pericolosi, ingestibili, spezzati. O almeno, così dicono.
Dahlia, sedici anni, occhi scuri come la colpa, è appena arrivata dopo un'aggressione a un agente durante un attacco di panico. Il giudice l'ha definita instabile, ma lo psicologo della corte ha visto qualcosa in lei che nemmeno Dhalia riesce a comprendere. Forse un'eco di ciò che ha vissuto. Forse qualcosa di molto più oscuro.
All'interno della struttura, le giornate sono scandite da terapie obbligatorie, regole rigide, e un'atmosfera che non ha nulla di curativo. Alcuni ragazzi sembrano rassegnati, altri si ribellano, e qualcuno... sparisce. Letteralmente.
Dahlia comincia a notare cose strane: sogni che sembrano troppo reali, voci nei corridoi vuoti, simboli disegnati sulle pareti delle celle, e un'ombra che si muove oltre le finestre ogni volta che cala il buio. Alcuni dicono che chi entra all'Obscurity porta dentro sé qualcosa - e quel qualcosa prende forma.
Quando il suo compagno di stanza scompare nel nulla e viene subito "sostituito" come se non fosse mai esistito, Dhalia decide di indagare. Presto scopre che la casa non è solo una struttura psichiatrica. È una trappola, un luogo in cui il trauma prende vita, nutrito da una presenza antica e affamata.
Con l'aiuto di un piccolo gruppo di ragazzi - ognuno con i propri demoni e segreti - Dhalia dovrà affrontare sia i mostri dentro di sé che quelli che si aggirano nell'oscurità, dove il confine tra mente e realtà si sfalda.
Ma non tutti vogliono uscire. E non tutti possono.
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