Cose che non si dicono

Cose che non si dicono

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WpMetadataNoticeLast published Sun, Sep 21, 2025
«Mi chiamo Agata. Ho quarant'anni. Sono bisessuale. Sono mamma. Sono moglie. Sono anche innamorata... ma non di mio marito.» Faccio una pausa. Sorrido, ma non mi viene da ridere. «Ho una relazione da cinque anni. Segreta, intensa, dolce e crudele insieme. Non è una fuga, è casa anche quella. È complicato, certo. Ma è anche l'unica cosa semplice che conosco.» Sento il cuore battere piano. Parlo ancora. «Scrivo. Da sempre. Anche quando non volevo più. Scrivo perché se non lo faccio, mi ammalo. Le parole mi abitano, mi usano, mi curano.» Guardo il Vesuvio. C'è una nuvola sopra la sua testa, sembra fumo. «E poi... ah. Già. Quasi dimenticavo...» Sorrido davvero stavolta, con quel tipo di sorriso che arriva dopo anni di silenzi. «Sono una strega.» Il vento mi solleva i capelli, come a dire "lo so". E in quel momento, nel silenzio che segue, sento che non ho più paura. Forse, per la prima volta, oggi ho appena cominciato a vivere davvero.
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"Non era il mio tipo. Era peggio." Quando ho risposto a quell'annuncio per fare da babysitter, non mi aspettavo una villa con un portone in ferro, un citofono muto e silenzi che fanno più rumore delle parole. E di certo non mi aspettavo lui. Di certo non mi aspettavo tutto questo. Damon Sterling non sorride mai. Indossa completi neri e camicie bianche come fossero un'armatura, e parla con voce bassa, lenta, decisa. È il tipo di uomo che ti guarda e ti fa dimenticare come si respira. Ha trent'anni, è uno degli avvocati più temuti in città, ha un corpo che sembra uscito da un incubo erotico e... una figlia piccola, dolcissima. Nessuno sa nulla della madre. Nessuno osa chiedere. Ma la mia storia ha fatto mille domande. Doveva essere un lavoro semplice. Una stanza in più, qualche mese, qualche gioco. Ma poi ho cominciato a sentirlo dall'altra stanza. La voce. I passi. Le telefonate a mezzanotte. I respiri. E una notte... non è rimasto nella sua stanza.

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