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WpMetadataNoticeLast published Sun, May 24, 2015
Avete presente quando avete bisogno di scappare? Scappare lontano dove nessuno può trovarvi e siete liberi di pensare e fare tutto quello che si vuole. Beh ecco cosa avrei voluto fare, scappare. Scappare da qui, da tutti e da tutto e sparire e forse la il posto più lontano dove andare era il cielo. Si! Quel bel posto azzurro con tante nuvole bianche dove dicono che ci siano gli angioletti che sicuramente non esistono perché io personalmente non ci credo. Forse era proprio questo il mio problema, ormai non credevo più a nulla, a nessuno e non credevo neanche a ciò che pensavo e che sentivo dentro di me, ormai era come se vivessi in buco nero, una bolla che mi circondava e che mi teneva lontano dagli altri. Ecco! Stare sola forse mi stava distruggendo e sicuramente nessuno poteva ormai aggiustarmi
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La vita a volte riserva molte sorprese. Anche se tutto va storto ci sarà sempre quella luce che ci salverà da tutto. Ci sarà sempre quel qualcosa per cui lottare. La cosiddetta ragione di vita, è quella che ci spinge a vivere, ad andare avanti. Mary aveva perso la sua luce, anzi forse non ne aveva mai avuta una, era persa nella solitudine, nel rifiuto, nella monotonia di ogni giorno. Però anche per lei arriva il momento di riprendersi in mano la propria vita. Un angelo. Proprio così, un angelo la salva dal ciclo virtuoso in cui era entrata. Non vi resta che leggere. Dal capitolo 1: Decisi di andate al mio "posto segreto". È una vecchia stazione ferroviaria che non viene più usata da anni, così io ci ho creato il mio rifugio. In una sola stanza è racchiuso tutto il mio mondo. L'ho riempita di disegni, foto, alcune frasi che butto giù per sfogarmi, le scarpette di danza che non uso più, e poi un bel po di libri. È semplicemente Mary racchiusa in una stanza. Li dentro sono me stessa. Sempre. Cominciai a camminare a grandi falcate sul marciapiede candido, lasciando impronte che scomparivano non appena si posava dell'altra neve. Mi sentivo tremendamente sola, ma alla fine è così. Siamo tutti intrappolati dentro corpo e mente, e qualsiasi tipo di compagnia ci troviamo, questa sarà solo passeggera e superficiale. Proprio come quel ragazzo laggiù. Sta seduto su una panchina dietro la stazione del treno, a guardare l'ambiente circostante. Le labbra sottili sono bianche e screpolate, i capelli scuri visibilmente scompigliati, gli occhi stanchi di cui non riesco a percepirne bene il colore, gli zigomi sono come scolpiti, ha dei lineamenti perfetti. Il suo respiro si mescola ai fiocchi di neve. Sembra un angelo caduto dal cielo. Storia scritta appositamente per il concorso di @Australia88 Buona lettura Data di pubblicazione: 17/02/2016

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