- Poema della Gerusalemme d'Amore -
Nel vento che soffia tra pietra e bandiera,
marciava il Templare con luce sincera.
Tra spine del tempo e pianto di sale,
seguiva una stella: la sua ideale.
Lei, la Paladina dal cuore guerriero,
cantava nel buio un canto leggero.
Con voce di seta, con passo d'acciaio,
portava la pace al centro del caos.
S'incontrarono un giorno su terra di fuoco,
tra mura cadenti e il tempo che è poco.
Le loro ferite si fecero ponte,
e in quell'abbraccio si accese l'Orizzonte.
Attraverso battaglie, silenzi e catene,
hanno sfidato le notti più piene.
Con fede, coraggio, cadute e perdoni,
cucendo tra loro i sacri mattoni.
E dopo una crociata lunga una vita,
la soglia dorata fu infine varcata:
Gerusalemme - non quella di pietra,
ma quella del cuore che mai si dispera.
Lì dissero al mondo, con voce sicura:
"Questo è il nostro Amore, la vera armatura.
Non c'è lama o parola che possa spezzare
ciò che due anime sanno giurare."
Con lo sguardo rivolto al Sole che chiama,
il Templare si unisce alla sua Dama.
"Paladina mia, luce che m'incanta,
il mio voto è eterno, e mai si sgualdrenta."
Lei gli rispose con sguardo fiero:
"Templare del cuore, mio scudo sincero,
sul sacro altare che il cielo ci dà,
io dico di sì, per l'eternità."
E mentre cantavano il loro destino,
un coro di angeli sciolse il cammino.
Perché il loro Amore - non mito o leggenda -
è Gerusalemme che il Cielo difenda.
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