The flower, the blade

The flower, the blade

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PROLOGO Mi avevano insegnato a temerlo ancora prima di sapere chi fosse. "Non guardarlo negli occhi." "Non parlare, a meno che non sia lui a farlo." E soprattutto: "Non dimenticare chi è." Lui era l'ombra nei racconti che spaventavano le bambine. Ma io non ero una bambina. E questa non era una favola. La prima volta che l'ho visto, aveva le mani sporche di sangue e il sorriso di chi non ha mai conosciuto il rimorso. «Benvenuta nel mio inferno,» ha detto. «Se vuoi restare viva, smetti di cercare l'uscita.» Non so se ho appena incontrato il mio salvatore. O la mia fine.
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《Credevi davvero che un tipo come me, si sarebbe potuto innamorare di una bambina, viziata e snob? Povera illusa!》mi schernisce proprio come faceva i primi tempi. Credevo avessimo superato i litigi e le brutte parole. Credevo di averlo salvato dai suoi mostri. E invece, mi sono sbagliata. 《Sei solamente un bastardo!》inveisco contro di lui tirando dei pugni sul suo petto. Le nocche mi fanno male, ma è niente incompenso al dolore che sento al cuore.《Mi hai usata, e ora mi stai buttando》continuo fra le lacrime ricevendo da parte sua indifferenza totale. Mi guarda come se fossi nullità, come se tutte le cose passate insieme, non fossero mai esistite. Ad un tratto, delle persone mi prendono di peso portandomi via da lì, via da lui... Prima di esser trascinata via, cerco i suoi occhi per scovarci dell'incertezza o del rimorso, ma sembrano essere vuoti e spenti. Proprio come li ho conosciuti il primo giorno. Per tutti questi mesi, ho combattuto, pianto e amato per lui. Ogni giorno speravo di poterlo salvare dal baratro in cui era sprofondato, ma non mi sono accorta che ha trascinato giù anche me. In silenzio raccolgo i pezzi del mio cuore -che si è frantumato nell'udire le sue cattiverie- e mi lascio portare via, con la promessa di chiudere il mio cuore in un cassetto e buttare via la chiave, per sempre. E se mai l'avessi riaperto, non sarebbe stato MAI più per Jace Howard.

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