Abel Rossè è tornata in Italia. Dopo un anno vissuto intensamente negli Stati Uniti, ha lasciato dietro di sé non solo nuovi ricordi, ma anche l'unico ragazzo che sia mai riuscita a toccarle davvero il cuore: Edrik Bligth.
Edrik non ha mai saputo come dirle tutto. Le parole giuste gli sono sempre rimaste incastrate in gola, soprattutto quelle due: ti amo. Quando scopre che Abel sta per partire, corre all'aeroporto, deciso a fermarla. Ma arriva troppo tardi. Lei è già volata via.
Eppure, i cuori non smettono di parlare, nemmeno a distanza.
Attraverso messaggi mai inviati, canzoni che parlano al posto loro e ricordi che continuano a vivere, Abel ed Edrik si trovano ancora legati. Ma mentre Abel cerca di ritrovare sé stessa nella sua vecchia vita, Edrik affronta i propri demoni, determinato a cambiare, per sé e per lei.
Quando il destino li riporta sulla stessa strada, niente è più come prima. Le parole non bastano, e i silenzi diventano ancora più assordanti. Ma forse, è proprio nei momenti più fragili che i cuori trovano il coraggio di parlare davvero.
Talking Hearts è una storia di seconde possibilità, di amore non detto e di emozioni che si fanno spazio anche quando sembra troppo tardi. Perché a volte, l'unico modo per guarire è lasciare che siano i cuori a parlare.
⚠️ATTENZIONE! Questo racconto è in revisione, potreste accorgervi di sostanziali cambiamenti fra un capitolo e l'altro. Non preoccupatevi è una cosa temporanea.
Cosa possono mai avere in comune una classica ragazza all'ultimo anno di liceo ed un classico ragazzo dello spettacolo? All'apparenza nulla. Fanno parte di due mondi differenti: lei è ancora una "bambina", immersa fra i libri ed i sogni adolescenziali. Mentre lui è diventato un "uomo", circondato dalla fama e dal lavoro. Eppure entrambi sono alla ricerca dell'amore. Un amore, che spesso, non ha età.
"Stai bene?" Chiede preoccupato, io annuisco. Mi porge la mano per aiutarmi ad alzare.
"Perdonami, io non guardavo dove andavo. Scusami." Aggiunge ridandomi lo zaino rimasto a terra.
"T-tranquillo. Anch'io ero distratta." Dico sorridendo appena, lui ricambia. Nessuno dei due parla, ma continuiamo a guardarci negli occhi. Perché non riesco a staccarmi?
"Io sono Matthew, non mi sono neanche presentato." [...]
"Io mi chiamo Beatrice, scusa ancora." [...]