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WpMetadataNoticeDernière publication lun., juil. 14, 2025
Alycia, 17 anni, studia cinofilia da quando ne aveva solo 13. Mentre i suoi coetanei uscivano con gli amici, si innamoravano, vivevano la loro adolescenza fatta di sogni e ribellioni, lei passava le giornate tra libri, corsi e addestramenti. I cani erano il suo mondo. Il suo rifugio. La sua gabbia dorata. Fino a quando qualcosa dentro di lei si spezza. Tutto quel tempo dedicato agli altri, a quelle creature a quattro zampe che le avevano insegnato la pazienza, la disciplina, l'amore incondizionato... l'aveva allontanata da sé stessa. Alycia si rende conto, troppo tardi forse, che non sa più chi è. E così, una notte qualsiasi - o forse no - decide di sparire. Senza dire nulla a nessuno, prende poche cose, cambia nome, città, vita. Cambia nome diventa Aly. Nessun piano. Nessuna meta. Solo una certezza: non vuole più essere quella che tutti conoscevano. Ma fuggire non è mai così semplice. E il destino, si sa, ha un pessimo senso dell'umorismo. Nel suo cammino, fatto di stazioni anonime, strade sconosciute e silenzi desiderati, Aly si imbatte in Manuel. Un ragazzo dall'animo solare, spontaneo, con quell'energia disarmante che ti travolge senza chiedere permesso. Troppo gentile. Troppo allegro. Troppo... Golden Retriever, verrebbe da dire. Aly non vuole legami. Non adesso. Non con lui. Eppure, più cerca di evitarlo, più lui le resta accanto. Come se avesse fiutato il suo dolore, come se sapesse che dietro quella corazza c'è una ragazza che ha solo bisogno di tempo... e forse, anche di qualcuno che non la lasci sola. Ma chi è davvero Manuel? Perché sembra capirla così bene? E soprattutto... quanto a lungo potrà Aly nascondere la verità sul suo passato?
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Amelia ha vent'anni e vive a Liria, un piccolo paese di mare dove l'inverno somiglia a una resa. Dopo una fuga mai davvero raccontata, si è rifugiata nella stanza sopra un bar semi vuoto e in giornate tutte uguali. Lavora al Faro Stanco, serve caffè con lo sguardo basso e annota frasi che non leggerà mai a nessuno. Ha smesso di cercare legami, e ha imparato a proteggersi con il silenzio. Alex ha ventitré anni e arriva a Liria quando nessuno arriva. Dice di essere lì per lavorare in un piccolo laboratorio di falegnameria, ma la verità è che cerca qualcosa che nemmeno lui sa spiegare. Il suo passato è inciso dentro, ma lo tiene nascosto sotto una calma che a volte sembra disinteresse, altre volte solo dolore ben educato. Il loro primo incontro è una crepa impercettibile nella monotonia. Nessun colpo di fulmine, solo uno sguardo in cui qualcosa si riconosce. Lentamente, quasi contro la loro volontà, iniziano a condividere gesti, silenzi, abitudini: un caffè sempre uguale, una camminata dopo il lavoro, un appoggio che non chiede spiegazioni. Non flirtano. Non si rincorrono. Si riconoscono. Ma l'intimità non è semplice per chi ha imparato a stare solo. Amelia si chiude appena qualcosa la tocca troppo da vicino. Alex scompare per giorni senza preavviso, quando i suoi nodi interni tornano a stringere. Si feriscono senza volerlo, eppure ogni volta sembrano ritrovarsi più veri. Quando Amelia rivive un dolore che credeva sepolto, tutto si spezza. Eppure è proprio nella distanza che comincia a capire: forse non ha bisogno di essere salvata, ma di qualcuno che resti. Anche Alex, per la prima volta, smette di fuggire. Confessa un frammento di sé che non aveva mai detto a nessuno. Non per ottenere qualcosa, ma per esserci davvero. Insieme imparano che l'amore non è guarigione, ma presenza. Non serve a chiudere le ferite, ma può renderle più leggere da portare. Nel finale, non sono "felici e risolti", ma veri e presenti. E questo basta.

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