Dove finiscono le cose dimenticate

Dove finiscono le cose dimenticate

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[AU poetico & decadente] : C'è una casa ai margini della realtà, dove il tempo si spezza come vetro sottile. Lì vivo anch'io. O almeno, qualcosa che mi somiglia. Scrivo per trattenere ciò che svanisce - nomi, volti, sogni che odorano di muffa e pioggia. Le mie storie sono lettere mai spedite, lasciate sotto cuscini che nessuno solleva più. Se le leggi, ricordami. Se le dimentichi... verrò a cercarti.
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#7
decadente
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"Di cosa parla?" Parla di un soffitto che ride e delle scale che si arrampicano sulle nuvole. Parla di parole che evaporano e ritornano camminando all'indietro, di lampade che diventano specchi e ti guardano dentro con occhi di gatto. Parla di biblioteche abitate da insetti filosofi e di un telefono che non squilla mai ma sa tutti i tuoi segreti. Parla di predoni di luce che bussano alle porte dei sogni e di ponti sospesi tra silenzi che diventano il tuo respiro. Parla di un treno che sogna di essere una caramella e di orologi che si sciolgono sui pavimenti di vetro. Parla di sedie che discutono tra loro di geografia invisibile e di finestre che respirano piano come pesci. Parla di un vento che scrive lettere sulle gambe dei passanti e di ombre che si staccano dai muri per fumare. Parla di fiumi rossi che cadono verso il cielo e di scarpe che imparano a cantare prima dei piedi. Parla di tutto ciò che non può essere detto, ma che pulsa come luce negli interstizi del silenzio. Parla di un diario tenuto nello stomaco e di un Lupo che cucina. Parla del tuo doppio , quello che hai lasciato indietro nel deserto, ma che ora bussa con dolcezza alla tua porta dicendo: "O mi guardi o ti prendo il cuore". "il solito fumetto introspettivo?" È un fumetto che non vuole salvarti. Ti accompagna solo nel momento in cui ti accorgi che sei tu la soglia. E che per attraversarla... dovrai smettere di piacere a tutti. Una storia sull'inadeguatezza come forma d'arte, l'ironia come linguaggio segreto e la libertà come qualcosa che non si trova mai là fuori. Un diario che si legge col corpo. Un testo che non può essere chiuso perché il desiderio è sempre in eccesso, mai centrato. La scrittura è emorragia. Niente spiegazioni. Solo sintomi di un'altra gravità.

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