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WpMetadataNoticeLast published Mon, Aug 25, 2025
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Jujutsu Kaisen
Gli studenti dell'Istituto delle Arti Oscure di Tokyo sono sempre stati uniti. Una volta terminato il liceo, però, ognuno sceglie la propria strada e, mentre molti di loro restano in contatto, Megumi Fushiguro interrompe ogni tipo di rapporto con il suo gruppo di amici: Abigail, Yuji e Nobara sono preoccupati per il loro amico, ma una telefonata dà loro l'opportunità di cambiare le cose: Maki Zen'in, che ospita Megumi a casa sua per rafforzare il loro legame, ha invitato i tre ragazzi a festeggiare il Natale insieme. Come sarà, per loro, rivedersi dopo tutto questo tempo? Riuscirà Abigail a capire cos'ha che non va il suo vecchio amico? (crediti copertina: jellyykoko) (Nessun personaggio, tranne Abigail, è frutto della mia invenzione. Tratti dal manga/anime Jujutsu Kaisen)
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#4
megumifushiguro
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Sanremo, febbraio. Per qualcuno era solo un festival. Per altri era l'occasione della vita. Sayf - Adam all'anagrafe - abbassò lo sguardo sul pass plastificato che gli batteva contro il petto. Il suo nome stampato in nero sembrava quasi appartenere a un altro. Italo-tunisino, emergente, sconosciuto al grande pubblico. Doppi dread lunghi fino alle spalle, quasi sempre raccolti in una coda. Un baffetto sottile che gli dava un'aria troppo giovane per il peso che sentiva addosso. Non era lì per fare presenza. Era lì per essere notato. Sara fissava il proprio riflesso nello specchio dell'hotel mentre cercava di domare una ciocca ribelle. Ventitré anni. Da un paesino della Campania a Roma, da una stanza condivisa all'appartamento in affitto pagato con turni impossibili e sogni troppo grandi per essere detti ad alta voce. Da un anno, lei e Riccardo erano stati affiancati alla conduzione radiofonica di RDS: il giusto mix di energia e fame, avevano detto. Il giusto mix per parlare a una generazione che voleva sentirsi rappresentata. Sanremo era la vetrina più importante. Dirette, interviste, artisti, ascolti. Nessun margine d'errore. Si passò le dita tra i capelli scuri, raccolti in una coda alta. Il telefono vibrò sul comodino. Luca: "Spacca tutto." Sorrise. Lui era stabilità da ormai 2 anni, normalità, equilibrio. Studente di ingegneria, fisico atletico, presenza rassicurante in un mondo che correva troppo veloce.

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