Un cucchiaino di miele

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WpMetadataNoticeLast published Tue, Aug 26, 2025
Storia di un inverno, storia di un amore, storia di un'anoressia Non so bene quando è cominciato. All'inizio, non me ne rendevo conto neanche io. Tutto è successo da sé, fino a quando non ne sono stata completamente assorbita. E nonostante ció pensavo che andasse tutto bene. Pensavo di non avere bisogno di aiuto. Fino a quando non mi sono guardata allo specchio ed ho visto quanto esile fossi diventata. Esile come una farfalla. Chiudevo gli occhi e pensavo a te. Li riaprivo e succedeva lo stesso. Gli oggetti che avevo per casa, le canzoni che scorrevano nella playlist, le parole che sentivo pronunciare in giro da sconosciuti mi conducevano a te. Quando le pronunciavi tu, quando camminavi nelle stanze di casa, quando ti avevo a portata di mano. Quando, continuando a pensare a te, dimenticavo di mangiare perché il pes della tua lontananza era troppo per gesirlo da sola. Una storia ricca di emozione, introspettiva, dolce. Carica di tensione eppure breve, semplice, da leggere tutta d'un fiato. Un diario toccante per capire giorno dopo giorno cosa sia un disturbo alimentare e come, a poco a poco, diventa una parte integrante del nostro vivere e sentire.
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C'è un momento, nella notte, in cui il mondo trattiene il respiro. È quell'istante in cui il buio si fa più spesso e i rumori della casa cambiano natura. Non sono più i tubi che lavorano: sono voci, passi, colpi. Benvenuti in "Benvenuti nell'Incubo", una raccolta di quaranta racconti horror che esplorano le paure più profonde e ancestrali. Attraverso sette soglie, il lettore varcherà porte che non dovrebbero esistere, incontrerà voci che nascono dagli scarichi dei lavandini, specchi che mostrano stanze identiche abitate da altri noi, e respiri che sentiamo sul collo e che scopriamo venire da dentro i nostri polmoni. Non cercate spiegazioni razionali. Non aspettatevi il lieto fine. In queste pagine, l'orrore non si risolve: si espande come una macchia d'olio sull'acqua, come un sussurro che diventa coro. Quando chiuderete il libro, chiedetevi: la stanza è come l'avevate lasciata? O qualcosa è cambiato, mentre non guardavate? Buon incubo....non voltarti. © Zichella LauraMaria. ©lourenmarimagix © Tutti i diritti riservati.

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