Trasposizioni narrative di miti classici

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WpMetadataNoticeUltima pubblicazione sab, ott 4, 2025
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SAGGISTICA
Sfogliando il terzo numero del supplemento del giornalino scolastico Scripta manent dedicato ai lavori di Scrittura creativa, il lettore si troverà - come di consueto - al cospetto di una raccolta di testi che ripropongono temi della mitologia e dell'epica classica. Dopo il primo fascicolo dedicato ai dialoghi e il secondo ai monologhi, il fil rouge di questo terzo numero è la sperimentazione di forme narrative differenti. Bandendo, quindi, la via canonica del racconto, le autrici i cui saggi sono confluiti in questo volume si sono cimentate nella trasposizione del materiale mitico ed epico in altre forme narrative, testimoniando con ciò la prolifica vitalità della materia trattata, che ben si presta a rivisitazioni, anche in chiave popolare, e adattamenti transmediali (cioè che coinvolgono media differenti). Il percorso esegetico sommariamente delineato ha portato le autrici ad addentrarsi nel mondo del teatro e del cinema, con la stesura di monologhi, dialoghi, estratti di tragedie, sceneggiature o rappresentazioni, e a lambire quello della poesia, con alcune porzioni testuali in versi. Questa modalità ha conferito alle autrici la facoltà di strutturare la propria narrazione nella forma narrativa che più prediligevano, senza per questo venir meno ai valori che i poeti dell'antichità ambivano a trasmettere con le loro storie. D'altra parte, l'intero fascicolo è stato concepito con l'obiettivo di testimoniare la feconda vitalità dei miti e dell'epica di età greco-romana, comprovata dal fatto che la materia in questione ben si presta ad essere oggetto di rivisitazioni o attualizzazioni.
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James ha vent'anni, un cuore pieno di crepe e nessuno con cui condividerle. Una sera, seduto alla sua scrivania, scrive una lettera alla persona che ha sempre amato più di tutte: sua madre. Una lettera di addio. Mentre scrive "grazie per avermi cresciuto", riaffiorano ricordi dimenticati: un campeggio, le risate di quando tutto sembrava ancora possibile. Così, decide di tornarci per l'ultima volta. Un ultimo giorno solo per lui. Non sa che proprio lì incontrerà Leo, un ragazzo dalla personalità solare e dagli occhi che sembrano leggere ciò che gli altri ignorano. Leo lo protegge dai bulli, senza nemmeno chiedergli il nome. Gli sta accanto. Gli parla come se fosse normale preoccuparsi per uno sconosciuto. E James, che aveva smesso di sentire qualcosa, inizia lentamente a respirare di nuovo. Giorno dopo giorno, i due si conoscono sempre meglio, e decidono di incontrarsi per un gelato. C'è qualcosa nei gesti di Leo, nella sua goffaggine, nel suo coraggio, nel modo in cui dice "ci sono" che fa crollare le certezze di James... e allo stesso tempo le ricostruisce. Quando si rende conto di essere innamorato, James prende carta e penna di nuovo. Ma questa volta non scrive una lettera di addio. Scrive una lettera d'amore. Una lettera che non pensa di consegnare, ma che gli permette di ammettere ciò che non aveva mai osato dire: - Non vuole morire più. - Vuole restare. - Vuole vivere... anche solo per vedere dove lo porteranno quegli occhi scuri che gli hanno cambiato tutto. E per la prima volta, James sceglie di chiedere aiuto. E forse, se avrà coraggio, sceglierà anche Leo.

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