Story cover for EMPYT-dolore  by justareaderr4
EMPYT-dolore
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Ongoing, First published Sep 28, 2025
ava ha 17 anni. non trova più un motivo per restare. vive perché deve,non perché vuole. da tempo soffre di autolesionismo. non riesce più a smettere. così,decide di chiedere aiuto ad un professionista. è proprio lì che incontra lui,richard. richard è un guscio vuoto ormai. non ha più voglia di alzarsi,di mangiare,di parlare con nessuno. si è ritrovato lì perché obbligato. la sua depressione non gli lascia vivere nulla. i due si incontrano ogni volta che vanno in quella struttura. forse,da un incontro casuale dallo psicologo riusciranno a salvarsi a vicenda? o forse si distruggeranno? farà così tanto male che metteranno un punto all'amore per sempre?
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#8traumi
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«Perché, quella sera al castello, non hai detto niente?» Io mi irrigidii e non risposi subito, tenni lo sguardo fisso sul mio piatto. Spezzai il raviolo con i denti e appoggiai l'altra metà sul piatto. «Avevo paura che non mi avessi riconosciuta», mormorai, giocando con la forchetta, poi alzai lo sguardo sul suo, decisa, «Ne ero convinta. Credevo che, essendo cambiata così tanto, non mi avessi riconosciuta e che parlare mi avrebbe solo messa nei guai» «Credi che non avrei riconosciuto il tuo sguardo?», inarcò un sopracciglio, colpito. «Sapevo di non essere in pericolo, ma non mi sentivo del tutto al sicuro. Perché, se non mi avessi riconosciuta, non sarei stata al sicuro al cento per cento», spiegai e vidi il suo volto scurirsi, «Ti prego, non pensare male di me» «Sai come sono sopravvissuto tutti questi anni?», chiese con tono calmo, guardandomi, «Concentrandomi sul ricordo della tua risata, della tua voce, del tuo tocco. Sul ricordo del tuo viso, che stavo iniziando a dimenticare. Mi sono sforzato ogni interminabile secondo per ricordarmi ogni singolo lineamento del tuo viso. Così da sentirmi vivo, per quel che riuscivo. Ogni volta che i Dissennatori riuscivano a succhiare quel poco di gioia che mi rimaneva, sentivo la tua voce chiamarmi per nome, la sentivo dirmi "ti amo", la sentivo dire che sarebbe rimasta lì per me, che mi avrebbe tenuto lucido e sano di mente. Ma, più ci pensavo, più sentivo di star uscendo di testa. Sei stata tu a tenermi lucido e a farmi impazzire allo stesso tempo. Solamente tu»
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