monakhós (solitario) e ópsis (vista o visione) La monachopsis è la sottile ma persistente sensazione di sentirsi fuori posto, inadeguati o sbagliati, rispetto all'ambiente circostante. È un termine che descrive un'emozione complessa, spesso associata alla convinzione che esista altrove una realtà ideale, portando a una sensazione di blocco, passività o leggera ansia. TRAMA: Giuseppe, diciottenne parigino, lascia la casa in cui è cresciuto e si trasferisce a Cherry, andando a vivere all'Hotel Arcobaleno: un luogo che all'apparenza sembra un semplice albergo ma che, col passare dei giorni, rivela la sua vera natura di edificio vivo, abitato da persone molto diverse tra loro. Giuseppe arriva lì con una valigia leggera e un passato pesante. È un ragazzo sensibile, affetto da una profonda e costante sensazione di essere un estraneo ovunque, con uno sguardo che cambia a seconda della luce e la paura che il suo nome non venga mai davvero ascoltato. Spesso sembra scomparire nel suo stesso corpo, come se dovesse ancora imparare a starci comodo dentro. A Cherry, però, il suo mondo viene stravolto dall'incontro con Giovanni. Tra i due nasce una storia d'amore travolgente: Giovanni sembra l'unico in grado di vederlo davvero e di fargli sentire di avere un posto nel mondo. Ma quella che all'inizio sembra una favola di salvataggio si trasforma ben presto in una relazione complessa, segnata da ombre e dinamiche fuori controllo che porteranno a un epilogo tragico e doloroso. Il romanzo segue il percorso di adattamento di Giuseppe, il suo primo impatto con l'Hotel Arcobaleno e la nascita di quel primo, devastante amore: la storia di come una fragilità cercasse disperatamente una casa, finendo per perdersi per poi doversi ritrovare.
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