Nella vastità del cielo, tra le correnti confuse e le nuvole amiche, un giovane colombo osserva il mondo dall'alto, sotto di lui, milioni di uomini si muovono impegnati a combattersi l'uno con l'altro. È il 1915 e il nome del colombo è Massimo Roboen, soldato del IV reggimento in forze all'esercito italiano. Massimo è coraggioso, forse il più coraggioso tra i colombi ed è anche abile nel volo, tutto merito di un albatro che gli ha insegnato i segreti del cielo. Per questo motivo, già dai suoi primi giorni su quelle montagne maestose che rappresentano la linea da raggiungere nel conflitto in corso, egli si trova a compiere le più rischiose missioni insieme ai suoi compagni, arditi volatili che non temono la morte e il nemico, disposti ad ogni follia pur di consegnare i preziosi messaggi che portano nelle borse o di strappare una foto aerea del fronte nemico con le avanzatissime fotocamere che tengono legate al petto. Massimo però cerca anche qualcos'altro in quella guerra, sotto i venti burrascosi e nella nebbia fitta, egli insegue suo padre, un eroe di guerra cui vorrebbe somigliare da sempre, un esempio da seguire che però sembra sempre più distante, mentre il conflitto avanza e lui fatica a trovare il senso di tanto lottare.
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