La mia vita

La mia vita

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WpMetadataNoticeNaposledy publikováno pon, pro 1, 2025
Salve gente, il mio nome è Kida. Vi racconterò una storia, una diversa che non è mai stata raccontata. la vera vita vissuta da me e quella di mio fratello Harry. Molte persone hanno provato a raccontarla... ma pochi ci sono riusciti davvero. Non molte persone sono a conoscenza che Harry ha una sorella. Forse perche sono la pecora nera della famiglia? Io non credo. Credo che sia solo piu facile. Delle volte è molto più facile dare la propria versione di una storia. Non starò qui a dirvi che è la verità. Ma è la mia vita attraverso i miei occhi.
Všechna práva vyhrazena
#197
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Sanremo, febbraio. Per qualcuno era solo un festival. Per altri era l'occasione della vita. Sayf - Adam all'anagrafe - abbassò lo sguardo sul pass plastificato che gli batteva contro il petto. Il suo nome stampato in nero sembrava quasi appartenere a un altro. Italo-tunisino, emergente, sconosciuto al grande pubblico. Doppi dread lunghi fino alle spalle, quasi sempre raccolti in una coda. Un baffetto sottile che gli dava un'aria troppo giovane per il peso che sentiva addosso. Non era lì per fare presenza. Era lì per essere notato. Sara fissava il proprio riflesso nello specchio dell'hotel mentre cercava di domare una ciocca ribelle. Ventitré anni. Da un paesino della Campania a Roma, da una stanza condivisa all'appartamento in affitto pagato con turni impossibili e sogni troppo grandi per essere detti ad alta voce. Da un anno, lei e Riccardo erano stati affiancati alla conduzione radiofonica di RDS: il giusto mix di energia e fame, avevano detto. Il giusto mix per parlare a una generazione che voleva sentirsi rappresentata. Sanremo era la vetrina più importante. Dirette, interviste, artisti, ascolti. Nessun margine d'errore. Si passò le dita tra i capelli scuri, raccolti in una coda alta. Il telefono vibrò sul comodino. Luca: "Spacca tutto." Sorrise. Lui era stabilità da ormai 2 anni, normalità, equilibrio. Studente di ingegneria, fisico atletico, presenza rassicurante in un mondo che correva troppo veloce.

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