Story cover for UrOppa|| Taekook remake version by seafedrfcc
UrOppa|| Taekook remake version
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Ongoing, First published Nov 26, 2025
Mature
"Non so chi tu sia, ma se continui a guardarmi così nelle foto, rischio di saltare direttamente alla parte senza vestiti."

Un'app.
Un match.
Un ragazzo che non vuole rivelare nulla.
E Jungkook che, senza accorgersene, comincia a sentirsi vivo per la prima volta.
UrOppa.

~ 
Salve cari lettori, o per alcuni, bentornati nel luogo dove la mia crisi adolescenziale ha preso vita

Sono passati esattamente sette anni da quando, a tredici anni, digitai per la prima volta su questa applicazione e partorii una storia che ha segnato gran parte della mia vita: UrOppa.
Sì, proprio quella. Quella che forse ricordate, o che forse avete rimosso per meccanismi di difesa...

Ancora oggi non ho idea di come abbia fatto a piacere così tanto. 
A livello grammaticale era un disastro: frasi improbabili, sintassi di una lingua auto inventata, tasso di cringiometro alle stelle. Eppure, in mezzo a tutto questo, c'era una magia che ha conquistato un sacco di lettori. E questo mi ha sempre resa un po' incredula e molto, molto fiera.
(Non so come non abbia ricevuto una querela dai BTS)

Ora sono qui, ufficialmente adulta (ce la si prova 🤘🏻) , con capacità di scrittura decisamente migliorate.
Eppure una cosa non è mai cambiata: la necessità viscerale di scappare dalla realtà e rifugiarmi nel mio vasto mondo interiore. 
Da ragazzina adoravo scrivere, soprattutto inventare storie. Col tempo ho perso questa abitudine, ma ora sono in una fase della vita in cui desidero profondamente riprenderla e farla di nuovo mia.

Non ho ancora ben chiaro quale sarà la struttura della riscrittura di questa fanfiction: quanto tempo mi richiederà, cosa manterrò, cosa eliminerò e cosa reinventerò da zero rispetto alla versione originale.
Ho una tabula rasa davanti a me e un'enorme voglia di rimettermi in gioco per riscoprire la magia che porto dentro.


Di nuovo, ma meglio. (Si spera) 

Federica
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Le parole che non scrivi

69 parts Ongoing

Sanremo, febbraio. Per qualcuno era solo un festival. Per altri era l'occasione della vita. Sayf - Adam all'anagrafe - abbassò lo sguardo sul pass plastificato che gli batteva contro il petto. Il suo nome stampato in nero sembrava quasi appartenere a un altro. Italo-tunisino, emergente, sconosciuto al grande pubblico. Doppi dread lunghi fino alle spalle, quasi sempre raccolti in una coda. Un baffetto sottile che gli dava un'aria troppo giovane per il peso che sentiva addosso. Non era lì per fare presenza. Era lì per essere notato. Sara fissava il proprio riflesso nello specchio dell'hotel mentre cercava di domare una ciocca ribelle. Ventitré anni. Da un paesino della Campania a Roma, da una stanza condivisa all'appartamento in affitto pagato con turni impossibili e sogni troppo grandi per essere detti ad alta voce. Da un anno, lei e Riccardo erano stati affiancati alla conduzione radiofonica di RDS: il giusto mix di energia e fame, avevano detto. Il giusto mix per parlare a una generazione che voleva sentirsi rappresentata. Sanremo era la vetrina più importante. Dirette, interviste, artisti, ascolti. Nessun margine d'errore. Si passò le dita tra i capelli scuri, raccolti in una coda alta. Il telefono vibrò sul comodino. Luca: "Spacca tutto." Sorrise. Lui era stabilità da ormai 2 anni, normalità, equilibrio. Studente di ingegneria, fisico atletico, presenza rassicurante in un mondo che correva troppo veloce.