Tipa da disco

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WpMetadataReadContenu pour adultesTerminé lun., déc. 8, 2025
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Fiction
Fantasy
Sabato sera, ore 00:47, davanti al Cocoricò 2.0. La fila è infinita, l'aria è fredda, ma lei è calda di vodka-redbull e arroganza. Si chiama Giada, 18 anni e mezzo, capelli castano-miele fino al culo, giacca di pelliccia sintetica aperta sul top minuscolo, shorts di pelle che sembrano verniciati e stivali neri con plateau da 12 cm che la fanno arrivare a 1,85. Tu sei dietro di lei, cappellino da sfigato, occhiali, il suo giubbotto di pelliccia in braccio come un cuscino. A un certo punto Giada si gira, ti guarda dall'alto con quel sorrisetto da stronzo che ti fa già tremare le gambe e dice forte, fortissimo, perché lo sentano tutti: «Amore, mi fanno male i piedi a stare in piedi... inginocchiati un attimo.» Non è una richiesta. È un ordine. Ti spinge giù per le spalle. Finisci in ginocchio sul marciapiede bagnato, il suo giubbotto sotto le ginocchia di lei. Giada ci sale sopra con tutti e due gli stivali, 60 kg di ragazza che ti usano come poggiapiedi umano. Tira fuori il telefono, accende la fotocamera frontale e inizia una story in diretta: «Ragazze, guardate che tappetino nuovo mi sono comprata! 165 cm di altezza, 100% zerbino, edizione limitata. Si chiama... come ti chiami tu, scusa?» La gente in fila scoppia a ridere. Qualcuno fischia. Un ragazzo urla «Daglielo forte, Giada!». Lei ti afferra i capelli, ti tira la testa all'indietro così guardi in camera e continua: «Diteglielo voi nei commenti quanto è patetico. Io intanto lo tengo qui finché non mi annoio.» Poi abbassa il telefono, si china appena verso di te e ti sussurra nell'orecchio, con la voce dolce e velenosa: «Se fai il bravo e resti fermo altri dieci minuti, magari ti lascio entrare con me... altrimenti ti lascio fuori tutta la notte a fare la statua per le mie amiche. Sorridi, nanetto, che sei già virale.» E tu sorridi. Perché lo sai che lo farai. Perché lo stai già facendo.
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Claire non ha mai avuto paura del buio. Ha paura di quello che vede quando tocca le persone. Quando varca le porte della Lilies Academy, una scuola dove ogni studente possiede un dono, capisce subito che qualcosa in lei non funziona come dovrebbe. Il suo potere non è controllo, non è forza: è intrusione. Basta un contatto e la sua mente si riempie di frammenti - ricordi spezzati, sempre sbagliati, sempre dolorosi. E più passa il tempo, più quei frammenti non restano dove dovrebbero. Iniziano a cercarla. Blake Cooper è l'unico che sembra accorgersene davvero. Freddo, distante, con un potere legato all'acqua che reagisce alle sue emozioni, Blake evita Claire come si evita qualcosa che potrebbe distruggerti. In lei rivede troppo: non solo il dolore, ma qualcosa di peggio. Qualcosa che conosce già. Qualcosa che non dovrebbe esistere. Perché alla Lilies Academy non tutti i doni sono naturali. Tra corridoi che sussurrano e visioni sempre più reali, Claire scopre che esistono presenze che non appartengono a nessuno. Anime rimaste intrappolate, corrotte, capaci di insinuarsi nella mente degli studenti e piegarli dall'interno. Le chiamano Velmorae. E loro hanno già trovato un varco. Claire. Mentre la realtà comincia a incrinarsi e i suoi poteri sfuggono al controllo, diventa sempre più difficile capire cosa è suo... e cosa invece sta entrando dentro di lei. Le visioni non sono più solo ricordi. Sono avvertimenti. O forse... promesse. Perché se Claire cede, non sarà l'unica a cadere. E Blake lo sa. Ma avvicinarsi a lei significa rischiare di rivivere tutto quello che ha già perso. Allontanarsi, invece, potrebbe significare lasciarla sprofondare da sola. In un mondo dove il dolore prende forma e le emozioni diventano distruzione, la linea tra dono e maledizione è più sottile di quanto sembri. E a volte, la cosa più pericolosa non è ciò che ti dà potere, ma ciò che vuole usarlo al posto tuo

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