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WpMetadataNoticeÚltima publicación jue, ene 29, 2026
Prima di trasferirsi, Jeongin passava molto tempo online e aveva scoperto per caso alcuni video del club di musica della nuova scuola. Il club era famoso e pubblicava spesso esibizioni e clip delle prove. Così Jeongin aveva già visto Bang Chan, Minho, Felix e gli altri su internet: sapeva come cantavano, sapeva i loro nomi e che erano molto popolari. Non li aveva mai incontrati dal vivo, ma li conosceva come si conoscono le persone famose: da lontano, attraverso uno schermo. Per questo, quando li incontra realmente, si sente strano... come se vedesse persone "irreali" diventare improvvisamente vere.
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jeonchan
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Sanremo, febbraio. Per qualcuno era solo un festival. Per altri era l'occasione della vita. Sayf - Adam all'anagrafe - abbassò lo sguardo sul pass plastificato che gli batteva contro il petto. Il suo nome stampato in nero sembrava quasi appartenere a un altro. Italo-tunisino, emergente, sconosciuto al grande pubblico. Doppi dread lunghi fino alle spalle, quasi sempre raccolti in una coda. Un baffetto sottile che gli dava un'aria troppo giovane per il peso che sentiva addosso. Non era lì per fare presenza. Era lì per essere notato. Sara fissava il proprio riflesso nello specchio dell'hotel mentre cercava di domare una ciocca ribelle. Ventitré anni. Da un paesino della Campania a Roma, da una stanza condivisa all'appartamento in affitto pagato con turni impossibili e sogni troppo grandi per essere detti ad alta voce. Da un anno, lei e Riccardo erano stati affiancati alla conduzione radiofonica di RDS: il giusto mix di energia e fame, avevano detto. Il giusto mix per parlare a una generazione che voleva sentirsi rappresentata. Sanremo era la vetrina più importante. Dirette, interviste, artisti, ascolti. Nessun margine d'errore. Si passò le dita tra i capelli scuri, raccolti in una coda alta. Il telefono vibrò sul comodino. Luca: "Spacca tutto." Sorrise. Lui era stabilità da ormai 2 anni, normalità, equilibrio. Studente di ingegneria, fisico atletico, presenza rassicurante in un mondo che correva troppo veloce.

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