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Black Swan

Black Swan

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WpMetadataNoticeLast published Sat, May 23, 2015
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Fiction
Romance
Il carillon gira e gira e gira ancora con lentezza. La musica accompagna il movimento della statuina che ruota in senso antiorario. La ballerina rappresentata sembra così sicura di sé nella sua posa elegante. Lo sguardo è posto in un punto indefinito,ma così lontano e deciso da conferirle un aspetto regale. A darle un ulteriore tocco di eleganza c'è il tutù rosa cipria,le punte dello stesso colore e uno chignon con delle piume bianche. Si vede proprio che quella ragazza sa perfettamente cosa fare,come e ciò che desidera. Se ne sta lì sul mio comodino a girare tranquillamente,come fosse nata per quello,e forse è proprio così. - Come fai ad essere così sicura di te? - chiedo parlando da sola Si. È molto insolito parlare da sé,ma io sono così. - Immagino che non mi risponderai - sorrido guardandola Sposto il mio sguardo dal carillon del lago dei cigni all'orologio: le due e mezza. Tra mezz'ora ci sarà l'audizione.
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questa storia è il seguito di "Aracnide e acrilico", si consiglia di leggerla per prima, per capire meglio la situazione :) *** Una risata divertita riempì l'aria all'improvviso, seguita da un'altra più profonda ma allo stesso tempo più bassa, come fosse attutita da qualcosa. Le treccine che quasi le riempivano la testa andavano dal celeste - che in realtà era tanto chiaro da sembrare bianco - al blu notte che era tanto scuro da apparire quasi nero. Quasi nero, come i suoi occhi; con quelle ciglia lunghissime che quando le abbassava quasi sfioravano gli zigomi e la riga di eyeliner sbavato dalla notte precedente che le rendeva lo sguardo già scuro ancora più magnetico, sensuale, profondo; con quelle iridi, ora nascoste dalle palpebre, in cui sembrava di vederci il mare anche se erano colorate coi pigmenti della terra e delle cortecce degli alberi. Aveva gli occhi chiusi e rideva come riusciva a fare solo in quei momenti, solo con lui, Anna. Teneva le palpebre abbassate per evitare di guardare nei suoi occhi e sciogliersi completamente - anche se sapeva che sarebbe successo ugualmente, senza bisogno di vedere i suoi occhi castani con quelle dannate pagliuzze dorate, senza bisogno di ammirare il velo di barba che gli ricopriva le guance, senza alcun bisogno di osservare le sue labbra con gli occhi che le brillavano come illuminati da una stella che però in quel momento non c'era. Bastava immaginare, in realtà, e si sarebbe sciolta su se stessa come se niente fosse. Sentiva le ciglia di Luca - lunghe quasi quanto le proprie - sfiorarle delicatamente la guance, mentre invece quelle labbra che tanto non cessava di immaginare rimanevano a distanza, senza toccarla ma lasciando la propria scia col respiro che sapeva di fumo di sigarette e di RedBull. «Ce l'hai ancora con me, principessa?». «Ce l'ho sempre con te, amore». *** 11150 parole.

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