Eleven Eleven//Simuel Fanfiction

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WpMetadataNoticeLast published Tue, Mar 17, 2026
Manuel e Simone stanno bene. Stanno bene nel loro appartamento di Londra dove vivono da quando si sono laureati l'anno prima. O sarebbe meglio ammettere che adesso non stanno più così bene. Si barcamenano tra il lavoro e gli studi che continuano a portare avanti, ma parlano poco. Vivono insieme come i fratelli che sono sempre stati sin dal primo momento, Manuel ha la sua vita e lo stesso vale per Simone e cercano forse di non fare entrare le due sfere, quella fuori dall'appartamento e quella dentro troppo in contatto. Poi è una giornata difficile, in cui qualche birra di troppo cambia tutto. Mi è venuta in mente mentre ascoltavo Eleven Eleven di Conan quindi il titolo e i capitoli vengono da quella canzone
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#6
anitaferro
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Sanremo, febbraio. Per qualcuno era solo un festival. Per altri era l'occasione della vita. Sayf - Adam all'anagrafe - abbassò lo sguardo sul pass plastificato che gli batteva contro il petto. Il suo nome stampato in nero sembrava quasi appartenere a un altro. Italo-tunisino, emergente, sconosciuto al grande pubblico. Doppi dread lunghi fino alle spalle, quasi sempre raccolti in una coda. Un baffetto sottile che gli dava un'aria troppo giovane per il peso che sentiva addosso. Non era lì per fare presenza. Era lì per essere notato. Sara fissava il proprio riflesso nello specchio dell'hotel mentre cercava di domare una ciocca ribelle. Ventitré anni. Da un paesino della Campania a Roma, da una stanza condivisa all'appartamento in affitto pagato con turni impossibili e sogni troppo grandi per essere detti ad alta voce. Da un anno, lei e Riccardo erano stati affiancati alla conduzione radiofonica di RDS: il giusto mix di energia e fame, avevano detto. Il giusto mix per parlare a una generazione che voleva sentirsi rappresentata. Sanremo era la vetrina più importante. Dirette, interviste, artisti, ascolti. Nessun margine d'errore. Si passò le dita tra i capelli scuri, raccolti in una coda alta. Il telefono vibrò sul comodino. Luca: "Spacca tutto." Sorrise. Lui era stabilità da ormai 2 anni, normalità, equilibrio. Studente di ingegneria, fisico atletico, presenza rassicurante in un mondo che correva troppo veloce.

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