maybe it's just... love?

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WpMetadataNoticeLast published Sat, Jan 10, 2026
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Stray Kids
Felix e Hyunjin non potrebbero essere più diversi di come sono già. Hyunjin è raggiante, sempre pieno di aspettative, è bravo in tutto e il suo obiettivo è quello di aiutare il prossimo. Felix d'altro canto è incerto su di sé, è silenzioso, se ne sta sempre chiuso in casa, ama il disegno, ma è una schiappa. Sono diversi, eppure si attraggono come due calamite. Non hanno niente in comune, non sono simili neanche un po'. Ma chi lo sa... Magari si assomigliano più di quanto credano. Diversi? No, meglio etichettarli come diversamente unici. Perché forse ognuno di noi è diverso dall'altro, ma c'è sempre qualcosa che ci accomuna, in fin dei conti. Cosa succederà quando, a causa di un malinteso,si ritroveranno a condividere la stessa stanza di hotel? Tra loro sboccerà qualcosa o i loro sentimenti verranno ancora repressi? E soprattutto: impareranno entrambi a saper amare se stessi sapendo la diversità pura e semplice che li unisce? ©Tutti i diritti riservati inizio: 23/12/2025 fine: bohh
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#177
boy×boy
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Sanremo, febbraio. Per qualcuno era solo un festival. Per altri era l'occasione della vita. Sayf - Adam all'anagrafe - abbassò lo sguardo sul pass plastificato che gli batteva contro il petto. Il suo nome stampato in nero sembrava quasi appartenere a un altro. Italo-tunisino, emergente, sconosciuto al grande pubblico. Doppi dread lunghi fino alle spalle, quasi sempre raccolti in una coda. Un baffetto sottile che gli dava un'aria troppo giovane per il peso che sentiva addosso. Non era lì per fare presenza. Era lì per essere notato. Sara fissava il proprio riflesso nello specchio dell'hotel mentre cercava di domare una ciocca ribelle. Ventitré anni. Da un paesino della Campania a Roma, da una stanza condivisa all'appartamento in affitto pagato con turni impossibili e sogni troppo grandi per essere detti ad alta voce. Da un anno, lei e Riccardo erano stati affiancati alla conduzione radiofonica di RDS: il giusto mix di energia e fame, avevano detto. Il giusto mix per parlare a una generazione che voleva sentirsi rappresentata. Sanremo era la vetrina più importante. Dirette, interviste, artisti, ascolti. Nessun margine d'errore. Si passò le dita tra i capelli scuri, raccolti in una coda alta. Il telefono vibrò sul comodino. Luca: "Spacca tutto." Sorrise. Lui era stabilità da ormai 2 anni, normalità, equilibrio. Studente di ingegneria, fisico atletico, presenza rassicurante in un mondo che correva troppo veloce.

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