Dal Capitolo:
"La frusta si abbattè su di me, facendomi emettere un gemito sospirato. <<Quindici.>>
Un altro colpo, un altro numero.
La pelle delle mie natiche era arrossata, pulsante, dolorante, avrei tanto voluto mettermi in una posizione più umana, stendermi e invece ero legata da delle morbide corde rosse tenendomi stesa a pancia in giù, con le braccia rigirate sulla mia schiena, le gambe piegate in avanti, erano diventate doloranti anche loro, non ne potevo più di stare in quella posizione.
<<Diciassette.>> Un altro gemito.
La corda di pelle, si abbatteva ritmicamente sulla mia carne, suscitando in me notevole eccitazione, sentendo le mie cosce essersi bagnate di umori mal contenuti.
Avevo stretto le dita dei piedi e delle mani, sentendo l'ennesima frustata pervadere la mia carne, facendomi involontariamente piegare verso l'interno con il corpo, accettando e accogliendo la mia punizione.
<<Venti.>> Emisi un sospiro pesante, sentendo di sottofondo la frusta sbattere in uno scocchio contro al pavimento, venendo successivamente abbandonata lì."