Yulia Smirnova - per tutti Jia - ha tre certezze nella vita: 1. La sua sedia a rotelle è un filtro per tenere lontani gli idioti. 2. Sua madre confonde la "protezione" con l'arresto domiciliare. 3. Le persone ottimiste sono errori biologici che andrebbero studiati in laboratorio. Jia passa le giornate tra le mura della sua stanza e le pagine del suo blog, riversando pensieri, osservazioni e piccoli drammi quotidiani. È lì che racconta la sua vita con ironia tagliente, senza filtri, senza dover spiegare niente a nessuno. Tutto cambia quando alle due di notte non incontra in un supermercato Thomas Mitchell. Thomas è l'incarnazione di tutto ciò che Jia detesta: è irritantemente solare, studia ingegneria come se il mondo fosse un puzzle da risolvere e possiede quella determinazione cieca di chi crede che ogni problema abbia una soluzione. Il loro primo incontro? Un disastro epico. Lui la trova una sfida irresistibile; lei lo trova irritante. In una danza fatta di spinte e attrazioni, Jia dovrà decidere se continuare a scrivere storie di altri o se, per la prima volta, avere il coraggio di essere la protagonista della propria. Anche se il finale è tutto ancora da scrivere.
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