Surviving the Villain I Love

Surviving the Villain I Love

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WpMetadataNoticeUltima pubblicazione dom, giu 28, 2026
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SAGGISTICA
Silas dies in the most anticlimactic way possible-and wakes up inside a novel he loved too much. Not as the protagonist. Not as someone important. But as a fragile, disposable side character destined to suffer quietly under the shadow of the villain. The villain is Kilian. Cold. Ruthless. Untouchable. A man who controls the underworld with the same precision he uses to control his emotions. A man who does not love gently-and never without consequence. Silas knows the story. He knows how Kilian falls in love with the heroine. He knows how obsession destroys him. He knows how everyone around Kilian eventually gets hurt. And now Silas lives under the same roof as him. Forced proximity turns into tension. Tension turns into glances held for too long. Orders spoken too close to Silas's ear. Hands brushing "by accident." Silences that feel heavier than threats. Silas is cheerful, honest, and dangerously soft in a world built on violence. He smiles when he should be afraid. He speaks when he should stay silent. And without realizing it, he becomes the one thing Kilian cannot control. The system only gives one rule: survive. But surviving Kilian means resisting the pull between fear and desire. Because the more Kilian watches Silas, the more his interest shifts. And when the villain's attention turns obsessive, survival becomes a different kind of game. This is not a love story meant to be safe. This is a story where attraction is dangerous, affection is a weakness, and love might be the deadliest mistake of all. Silas wanted to survive the villain. He never planned to make the villain want him instead.
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Non so raccontare storie inventate. So raccontare questa. Quella di una bambina che vedeva il mondo a colori e credeva che la sua vita fosse meravigliosa, come quella di tutti i bambini, e di come ha capito, molto dopo, che si stava già sgretolando. TRAMA: A 4 anni ho perso il centro del mio mondo: il mio papà. Per me era tutto. Il Mio rifugio, la mia più grande certezza,la mano che teneva insieme la casa. La nostra famiglia non era perfetta. Ogni tanto c'era qualche litigio, d'altronde come tutte le famiglie. Ma eravamo uniti. Con lui, c'era un punto fermo. Dopo la sua morte tutto è crollato. Io sono rimasta la più piccola, con un vuoto enorme che nessuno sapeva come riempire. I miei due fratelli, più grandi di me, hanno iniziato a perdersi. La droga, le strade sbagliate, la rabbia. Ognuno ha preso una direzione diversa, lontano da casa e lontano l'uno dall'altro. E mia madre... mia madre ha cercato un modo per non affondare. Si è appoggiata all'uomo sbagliato. Ed è stato quello sbaglio di mia Madre, che ha spaccato ancora di più quello che restava di noi. Fin da bambina ho sempre visto la vita della mia famiglia come una telenovela . Litigi, segreti,cadute, mancanze di rispetto, ma anche tanto, tantissimo amore. Ma anche dolore, assenza, e il tentativo di andare avanti senza la persona che ci teneva insieme. Questa è la storia della rottura della mia famiglia. Ma è anche la storia di mio papà. Di come la sua presenza, anche dopo la morte, continua a pesare su ognuno di noi. Di come un amore così grande lascia un vuoto che cambia per sempre la vita di chi resta. Qualcuno potrebbe davvero fare diventare la storia della mia famiglia una telenovela, per tutte le cose che sono successe e che racconterò, ma, per ora, mi limito a scriverle.

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