Alastor - chi è il vero nemico?

Alastor - chi è il vero nemico?

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WpMetadataNoticeLast published Tue, Feb 10, 2026
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Hazbin Hotel
[fanfiction!!] protagonista: Alastor nemico: vostra scelta deciderlo... [avvisi!!] -parolaccie -contenuti delicati -autoles1on1sm0 -sangue Alastor dopo essersi liberato di Vox ha ancora ha ancora un problema da risolvere: Lilith? Alastor non è sempre stato un peccatore: all'inizio era un angelo, un'anima felice, libera, pura... e aveva quest'amica, se pur misteriosa: Lilith. Lilith è sempre stata un mistero per tutto e tutti: scompariva e riappariva con qualcosa in più o in meno rispetto alla volta precedente. Un giorno, Alastor commesse peccato: versò sangue su un'anima pura del paradiso non rivelando mai il perché, e disse addio alla sua anima libera, all'amicizia con Lilith e scese giù all'inferno. Vox è entrato in una specie di depressione dopo aver perso la battaglia e anche il suo trio. Sta cercando disperatamente qualcuno con cui stare, anche semplicemente divertirsi, non governare... e per lui arrivò quel giorno: qualcuno trovò Vox e lo chiamò, Era Alastor. Alastor chiese a Vox se voleva diventare il partner di investigazioni che il vecchio Vincent avrebbe voluto, e Vox accettò.
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Sanremo, febbraio. Per qualcuno era solo un festival. Per altri era l'occasione della vita. Sayf - Adam all'anagrafe - abbassò lo sguardo sul pass plastificato che gli batteva contro il petto. Il suo nome stampato in nero sembrava quasi appartenere a un altro. Italo-tunisino, emergente, sconosciuto al grande pubblico. Doppi dread lunghi fino alle spalle, quasi sempre raccolti in una coda. Un baffetto sottile che gli dava un'aria troppo giovane per il peso che sentiva addosso. Non era lì per fare presenza. Era lì per essere notato. Sara fissava il proprio riflesso nello specchio dell'hotel mentre cercava di domare una ciocca ribelle. Ventitré anni. Da un paesino della Campania a Roma, da una stanza condivisa all'appartamento in affitto pagato con turni impossibili e sogni troppo grandi per essere detti ad alta voce. Da un anno, lei e Riccardo erano stati affiancati alla conduzione radiofonica di RDS: il giusto mix di energia e fame, avevano detto. Il giusto mix per parlare a una generazione che voleva sentirsi rappresentata. Sanremo era la vetrina più importante. Dirette, interviste, artisti, ascolti. Nessun margine d'errore. Si passò le dita tra i capelli scuri, raccolti in una coda alta. Il telefono vibrò sul comodino. Luca: "Spacca tutto." Sorrise. Lui era stabilità da ormai 2 anni, normalità, equilibrio. Studente di ingegneria, fisico atletico, presenza rassicurante in un mondo che correva troppo veloce.

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