Off the Books: Defective Protocol

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WpMetadataNoticeLast published Thu, Jan 15, 2026
Quattro anni di silenzio sono un abisso, ma il destino ha il volto di un ufficio asettico e il nome di un'unità sperimentale. Katsuki Bakugou ha sacrificato tutto per essere lì: la sua giovinezza, la sua identità, la sua stessa umanità, diventando un'arma pronta a fare il lavoro sporco che la polizia non può gestire. Ma quando Izuku Midoriya varca la soglia del suo stesso ufficio, la gerarchia di Katsuki va in frantumi. Izuku non è più l'ombra da calpestare che ricordava nella sua adolescenza, ma un rivale pericoloso: sicuro di sé, protetto da Toshinori e dotato di abilità che rasentano la perfezione. Tra i due scoppia una guerra fredda fatta di sguardi, addestramenti al limite del massacro e una competizione feroce per dimostrare chi sia l'arma più letale contro la Yakuza. La rivalità che li divora è più pericolosa della Yakuza stessa. Katsuki è ossessionato da quel nuovo Izuku, così sicuro e così diverso dal 'Deku' che ricordava. La missione diventa un pretesto: ogni colpo sferrato e ogni caso risolto è solo un modo per gridarsi addosso quello che il silenzio ha taciuto per anni. Mentre il caso si infittisce, Katsuki è ossessionato da una sola domanda: dove si è nascosto Izuku per tutto questo tempo e cosa lo ha trasformato nel rivale che ora minaccia l'unica cosa che gli è rimasta? ⚠️riassunto non mio!
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Sanremo, febbraio. Per qualcuno era solo un festival. Per altri era l'occasione della vita. Sayf - Adam all'anagrafe - abbassò lo sguardo sul pass plastificato che gli batteva contro il petto. Il suo nome stampato in nero sembrava quasi appartenere a un altro. Italo-tunisino, emergente, sconosciuto al grande pubblico. Doppi dread lunghi fino alle spalle, quasi sempre raccolti in una coda. Un baffetto sottile che gli dava un'aria troppo giovane per il peso che sentiva addosso. Non era lì per fare presenza. Era lì per essere notato. Sara fissava il proprio riflesso nello specchio dell'hotel mentre cercava di domare una ciocca ribelle. Ventitré anni. Da un paesino della Campania a Roma, da una stanza condivisa all'appartamento in affitto pagato con turni impossibili e sogni troppo grandi per essere detti ad alta voce. Da un anno, lei e Riccardo erano stati affiancati alla conduzione radiofonica di RDS: il giusto mix di energia e fame, avevano detto. Il giusto mix per parlare a una generazione che voleva sentirsi rappresentata. Sanremo era la vetrina più importante. Dirette, interviste, artisti, ascolti. Nessun margine d'errore. Si passò le dita tra i capelli scuri, raccolti in una coda alta. Il telefono vibrò sul comodino. Luca: "Spacca tutto." Sorrise. Lui era stabilità da ormai 2 anni, normalità, equilibrio. Studente di ingegneria, fisico atletico, presenza rassicurante in un mondo che correva troppo veloce.

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