"Quante ... quante persone hai ucciso?"
Esitò un attimo. E in quella brevissima pausa sentii il cuore battermi all'impazzata.
Alzai lo sguardo verso di lui.
Ciò che trovai fu davvero agghiacciante.
La malinconia nei suoi occhi fu rimpiazzata dall'odio, dalla sofferenza e dal rimpianto.
Quasi riuscivo a vedere quei profondi occhi blu tingersi del rosso sangue.
Avevo la pelle d'oca.
La paura che quelle sottili e taglienti pupille potessero ferirmi da un momento all'altro mi immobilizzó il corpo, ma allo stesso tempo provai una fortissima attrazione verso quel pericolo.
Ed io restai al gioco,
senza ribellarmi.
Ferma e immobile, aspettando una risposta.
"Ho perso il conto."
"Ember, le tue braccia... " balbettò.
Abbassai lo sguardo. Mi osservai, pietrificata, senza credere a ciò che vedevo. Dalle dita, fino alle spalle, sfumando nel petto. Quel dolore, il fuoco che sentivo scorrere dentro di me.
Le mie vene erano diventate nere. Avevo contratto l'infezione, la magia proibita.