Vega ha vent'anni e studia Astrofisica. Il suo nome non è una coincidenza: è cresciuta guardando il cielo per non guardare dentro di sé. Dietro la sua apparente calma e dolcezza si nasconde una ragazza che ha imparato presto a sopravvivere, non a vivere. Ama farsi notare, ma non ama i legami troppo stretti. Le persone, come le stelle, è meglio osservarle da lontano.
Eros ha ventidue anni ed è all'ultimo anno di Psicologia. È brillante, magnetico, pericolosamente intelligente. Nessuno lo conosce davvero. Ha un passato che non ama raccontare e un presente costruito sul controllo: delle emozioni, delle relazioni, di sé stesso. Non crede nell'amore, ma crede nel potere che le persone possono avere l'una sull'altra.
Si incontrano durante un problema con i corsi universitari che li costringe a lavorare insieme. Fin dal primo momento, tra loro nasce qualcosa di sbagliato e inevitabile. Eros vede in Vega ciò che gli altri ignorano: le crepe, i silenzi, la fame di essere vista. Vega percepisce in Eros una zona d'ombra che la attira quanto la spaventa.
Il loro rapporto non cresce in modo sano: si sviluppa lentamente, attraverso scontri, provocazioni e una tensione costante. Eros gioca con i limiti di Vega, la spinge a guardare parti di sé che lei ha sempre evitato. Vega, senza rendersene conto, diventa l'unica persona capace di incrinare il controllo di Eros.
Ma l'attrazione si trasforma presto in dipendenza emotiva. Eros alterna momenti di protezione ossessiva a distacco glaciale. Vega inizia a orbitare attorno a lui, confondendo l'amore con il bisogno. Entrambi si feriscono, consapevolmente e no. Entrambi usano l'altro come specchio dei propri traumi.
Quando il passato di Eros torna a galla - un evento che coinvolge l'università, una colpa mai esplicitata, una verità che potrebbe distruggere la sua carriera - Vega si trova davanti a una scelta impossibile: restare e perdersi, o andarsene e salvarsi.
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