Il Filo Invisibile - Byler

Il Filo Invisibile - Byler

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WpMetadataNoticeLast published Fri, Jul 3, 2026
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Fanfic
Stranger Things
Alternate Universe (AU)
TV Show
LGBTQIA+
Avete presente quel ricordo che non vi toglierete mai dalla testa? Quello che raffiora in ogni singolo istante della vostra vita? Mike Wheeler e Will Byers si sono conosciuti all'asilo nel 1976, a soli cinque anni. Peccato che, come spesso accade, il destino li abbia separati. Nonostante ciò non si sono mai dimenticati. Non hanno mai smesso di cercarsi. Will Byers si è trasferito ad Indianapolis a causa del lavoro del padre. Mike Wheeler ha continuato a vivere la sua vita ad Hawkins in cerca di quel bambino sparito nel nulla. Nel 1986 Will torna ad Hawkins a causa del divorzio dei suoi genitori. Ricomincia una nuova vita in un luogo in cui il passato lo perseguita. Un luogo in cui il passato ha i capelli corvini, le lentiggini e un nome ben preciso: Mike. Cosa succederà quando, finalmente, si incontreranno di nuovo? Cosa succederà quando si renderanno conto che davanti a loro c'era la persona che hanno cercato per tutta la vita? La storia riporta differenza sostanziali rispetto alla serie tv, quali: - Non segue gli eventi canonici di Stranger Things; - Il sottosopra non esiste; - Undici è una normale ragazza di nome Jane Hopper. AVVERTENZE: la storia tratta temi delicati, tra cui omofobia, abusi familiari, violenza fisica e verbale, paura della morte, traumi e riferimenti a contenuti sessuali non espliciti. Alcuni contenuti potrebbero risultare disturbanti o emotivamente difficili per alcuni lettori. Se vi piace questa storia, vi invito a dare un'occhiata anche all'altra che ho scritto: 7 𝒎𝒊𝒏𝒖𝒕𝒊 - 𝑩𝒚𝒍𝒆𝒓
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Sanremo, febbraio. Per qualcuno era solo un festival. Per altri era l'occasione della vita. Sayf - Adam all'anagrafe - abbassò lo sguardo sul pass plastificato che gli batteva contro il petto. Il suo nome stampato in nero sembrava quasi appartenere a un altro. Italo-tunisino, emergente, sconosciuto al grande pubblico. Doppi dread lunghi fino alle spalle, quasi sempre raccolti in una coda. Un baffetto sottile che gli dava un'aria troppo giovane per il peso che sentiva addosso. Non era lì per fare presenza. Era lì per essere notato. Sara fissava il proprio riflesso nello specchio dell'hotel mentre cercava di domare una ciocca ribelle. Ventitré anni. Da un paesino della Campania a Roma, da una stanza condivisa all'appartamento in affitto pagato con turni impossibili e sogni troppo grandi per essere detti ad alta voce. Da un anno, lei e Riccardo erano stati affiancati alla conduzione radiofonica di RDS: il giusto mix di energia e fame, avevano detto. Il giusto mix per parlare a una generazione che voleva sentirsi rappresentata. Sanremo era la vetrina più importante. Dirette, interviste, artisti, ascolti. Nessun margine d'errore. Si passò le dita tra i capelli scuri, raccolti in una coda alta. Il telefono vibrò sul comodino. Luca: "Spacca tutto." Sorrise. Lui era stabilità da ormai 2 anni, normalità, equilibrio. Studente di ingegneria, fisico atletico, presenza rassicurante in un mondo che correva troppo veloce.

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