È possibile mantenere un equilibrio se la propria vita è fondata su menzogne?
Ilya Morozov è un agente della R.S.F., la Russian Special Force: un'unità d'élite delle forze speciali russe, addestrata a intervenire in attentati terroristici e scenari critici per la stabilità del governo.
Quando il governo russo scopre che l'A.C.R.O.N. - Advanced Command for Regulation and Oversight of Nations - un'agenzia sovranazionale che opera oltre ogni giurisdizione, ha condotto per anni esperimenti bellici su armi e cavie umane, noti come progetto Dedalo, la minaccia alla pace globale diventa concreta.
Per contrastarla, Ilya, considerato il miglior agente dell'Unità 8, viene scelto per una missione sotto copertura: infiltrarsi nell'organizzazione e raccogliere informazioni sul progetto Dedalo, partendo dalla base russa dell'A.C.R.O.N. Dopo aver scalato i ranghi fino a ottenere il comando di una propria Unità, viene assegnato alla base centrale di Firenze, vero cuore pulsante dell'agenzia.
È qui che Ilya riceve un nuovo incarico: operare sotto il diretto controllo del capitano Alariks Kronhardt, noto con l'epiteto Der Irre, "il folle". Un nome guadagnato sul campo.
Kronhardt è instabile, brutale, privo di qualsiasi bussola morale. Un vero psicopatico. Eppure, diventa il partner operativo di Ilya nelle missioni più critiche, colui con cui condivide comando e rischi.
Quella che doveva essere una copertura si trasforma in un'alleanza logorante. L'equilibrio che Ilya cerca di mantenere si incrina ogni giorno di più, messo alla prova da un uomo che vive oltre ogni regola e da un sistema fondato su segreti instabili.
Condividere la vita e la morte dovrebbe rafforzare i legami, ma quando chi li intreccia nasconde verità come bombe a pressione, basta una scintilla perché tutto crolli. Prima o poi, l'equilibrio è destinato a frantumarsi sotto il peso del passato.
"Allora?" Mi chiede divertito, accorgendosi del fatto che lo stavo fissando.
Mi avvicino al suo corpo, prendendo coraggiosamente le sue mani e stringendole delicatamente tra le mie.
"Voglio insegnarti ad amare."
Sussurro, avvicinando il mio volto al suo e unendo nuovamente le nostre fronti.
"Fallo allora." Dice, alzando una mano per spostare alcune ciocche bionde dalla mia fronte, scoprendo i miei occhi rivolti verso le sue labbra.
Lo guardo un'ultima volta negli occhi, prima di dischiudere le labbra e premerle finalmente sulle sue.
E mentre stringo delicatamente i capelli corvini alla base del suo collo, mi sono appena reso conto di essere completamente fottuto.