Joffrey ha ventun anni e vive come se fosse una macchina programmata per resistere.
Non ama la luce, la folla, le domande dirette. Preferisce la pioggia, il silenzio e tutto ciò che non pretende risposte. È per questo che si ritrova in una terapia di gruppo: un luogo sospeso, dove persone sconosciute condividono frammenti di dolore senza sapere davvero come guarire.
Vive in bilico tra silenzi e pensieri che pochi riescono a comprendere.
Delle volte, nemmeno lui stesso.
Che lo porteranno a confondere la realtà, con ciò che è nella sua testa.
Non ama il buio per malvagità, ma sopravvivenza,
tenta di capire perché e come questo sia successo,
perdendosi nel labirinto del caos e, lottando per avere appigli di vita, ad ogni costo.
Un viaggio tra emozioni estreme, fragilità e speranza, dove realtà e percezione si mescolano, e il confine tra amore e ossessione diventa sottile come un filo.
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