Il castigo dell'inquisitore
Nel cuore gelido della Val Camonica, tra boschi innevati e silenzi carichi di presenze invisibili, Elian Vorberg, agente del Corpo Forestale, viene chiamato a indagare su una serie di misteriose uccisioni di animali. I corpi presentano un dettaglio inquietante: un taglio netto alla gola, privo di segni di predazione, come se fossero stati sacrificati con precisione rituale.
Fin dal suo arrivo, qualcosa inizia a incrinarsi dentro di lui.
Incubi ricorrenti lo tormentano: visioni di roghi, urla soffocate, e un nome che non dovrebbe appartenergli - Lawrence de Moranti, inquisitore del XVII secolo. Scavando tra antichi registri, Elian scopre una verità sconvolgente: è legato a quell'uomo, forse per sangue, forse per qualcosa di più oscuro. Mentre le indagini proseguono, i casi si moltiplicano e si fanno più inquietanti: agli animali si aggiungono vittime umane, uccise con lo stesso metodo. Accanto ai corpi compaiono simboli incisi con fili di rame, segni incomprensibili che sembrano parlare direttamente a Elian.
Nel bosco appare una figura enigmatica: Mara Valtieri, un'erborista considerata da molti una strega. Mara conosce più di quanto dica. Non è ostile, ma non è nemmeno un'alleata chiara. Tra lei ed Elian si crea un legame ambiguo, carico di tensione, memoria e qualcosa di irrisolto. Progressivamente, Elian comprende che ciò che sta accadendo non è solo un caso criminale: è un ritorno del passato. Le vittime non sono casuali, i simboli non sono messaggi per tutti, ma richiami diretti a lui.
Il bosco diventa un teatro.