Scegliersi, Ancora.

Scegliersi, Ancora.

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WpMetadataNoticeLast published Sun, Mar 22, 2026
Scegliersi, Ancora di Rita Serino Non ci siamo lasciati perché non ci amavamo. Ci siamo lasciati perché ci amavamo troppo... e nel modo sbagliato. Lukas e Sofia erano quel tipo di amore che brucia forte, che ti cambia per sempre, che ti insegna cosa significa appartenere a qualcuno. Ma crescere significa anche perdersi, sbagliare, ferirsi quando si ha ancora il cuore troppo fragile per reggere certe tempeste. Anni dopo, il destino li mette di nuovo uno davanti all'altra. Non sono più i ragazzi di allora. Sono più segnati. Più consapevoli. Più spaventati. Eppure, basta uno sguardo per capire che certe persone non smettono mai di essere casa. Ma questa volta non sarà l'amore a decidere. Sarà il coraggio di scegliere. Ancora.
(CC) Attribution-NoDerivs
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Sanremo, febbraio. Per qualcuno era solo un festival. Per altri era l'occasione della vita. Sayf - Adam all'anagrafe - abbassò lo sguardo sul pass plastificato che gli batteva contro il petto. Il suo nome stampato in nero sembrava quasi appartenere a un altro. Italo-tunisino, emergente, sconosciuto al grande pubblico. Doppi dread lunghi fino alle spalle, quasi sempre raccolti in una coda. Un baffetto sottile che gli dava un'aria troppo giovane per il peso che sentiva addosso. Non era lì per fare presenza. Era lì per essere notato. Sara fissava il proprio riflesso nello specchio dell'hotel mentre cercava di domare una ciocca ribelle. Ventitré anni. Da un paesino della Campania a Roma, da una stanza condivisa all'appartamento in affitto pagato con turni impossibili e sogni troppo grandi per essere detti ad alta voce. Da un anno, lei e Riccardo erano stati affiancati alla conduzione radiofonica di RDS: il giusto mix di energia e fame, avevano detto. Il giusto mix per parlare a una generazione che voleva sentirsi rappresentata. Sanremo era la vetrina più importante. Dirette, interviste, artisti, ascolti. Nessun margine d'errore. Si passò le dita tra i capelli scuri, raccolti in una coda alta. Il telefono vibrò sul comodino. Luca: "Spacca tutto." Sorrise. Lui era stabilità da ormai 2 anni, normalità, equilibrio. Studente di ingegneria, fisico atletico, presenza rassicurante in un mondo che correva troppo veloce.

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