Napoli, primi anni del Novecento. Luca Marzano sente la musica anche quando nessuno suona. Gli basta il rumore del mare, il silenzio di una stanza, il respiro trattenuto tra una nota e l'altra. Luca D'Alessio, invece, scrive. Scrive dove gli altri non vedono niente, raccoglie parole che non dovrebbero esistere, le nasconde tra le pagine come si nascondono le cose che fanno paura. Non si stanno cercando. Eppure si trovano. In una stanza dimenticata, davanti a un pianoforte che non suona più come dovrebbe, qualcosa prende forma - senza nome, senza permesso, senza difese. Non è solo musica. Non è solo scrittura. È qualcosa che cresce piano, in silenzio, tra le mani, tra gli sguardi, tra tutto ciò che non si può dire. Qualcosa che nessuno ha insegnato loro a riconoscere. E proprio per questo, impossibile da fermare. Così forte da sembrare più grande del tempo, più ostinato della paura - come se potesse resistere a tutto. Anche alla guerra che li stava lentamente raggiungendo.
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