Ava non sa stare ferma.
Parla troppo, ride nei momenti sbagliati, si muove sempre come se rallentare significasse pensare troppo, e forse è proprio quello il problema. Arrivata in una nuova scuola, decide che l'unico modo per sopravvivere è riempire ogni spazio, ogni silenzio, ogni momento vuoto, anche se questo significa attirare attenzioni che non ha davvero voglia di gestire.
Lucas, invece, è l'esatto contrario.
Sta lì da sempre, o almeno così sembra. Non cerca nessuno, non parla se non è necessario e tiene le distanze da tutto e da tutti, come se avvicinarsi fosse solo un altro modo per farsi male. È il tipo di persona che impari a evitare, non a capire.
Quando Ava entra nel suo mondo, però, ignorarla diventa impossibile.
Tra pause pranzo caotiche, battute fuori posto e un gruppo che si forma senza davvero volerlo, Ava si ritrova circondata da persone che non aveva previsto, tra cui Noah, che prende tutto troppo alla leggera, e un'amica che diventa presto il suo punto di equilibrio. Ma è Lucas quello che resta sempre sullo sfondo, a osservare, a giudicare, a non intervenire finché non lo fa.
All'inizio è solo attrito.
Poi provocazioni.
Poi qualcosa che nessuno dei due riesce più a ignorare.
Perché più Ava cerca di riempire il silenzio, più
Lucas sembra volerlo proteggere.
E più lui si chiude, più lei insiste per entrarci dentro.
Due modi completamente diversi di sopravvivere che iniziano a scontrarsi, a mescolarsi, a cambiare.
E quando il passato di Lucas inizia a emergere e quello di Ava smette di poter essere nascosto dietro risate e caos, diventa chiaro che nessuno dei due è davvero quello che sembra.
Alcune persone fanno rumore per non crollare.
Altre si chiudono per non sentire niente.
Ma quando si incontrano, il silenzio non basta più.
E nemmeno il rumore.
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