on the other side of the mirror
«𝑵𝒐𝒏 𝒔𝒐𝒏𝒐 𝒔𝒕𝒂𝒕𝒐 𝒄𝒓𝒆𝒂𝒕𝒐 𝒑𝒆𝒓 𝒂𝒎𝒂𝒓𝒆».
«𝑬 𝒂𝒍𝒍𝒐𝒓𝒂 𝒑𝒆𝒓𝒄𝒉𝒆́ 𝒊𝒍 𝒕𝒖𝒐 𝒄𝒖𝒐𝒓𝒆 𝒔𝒕𝒂 𝒊𝒎𝒑𝒂𝒓𝒂𝒏𝒅𝒐 𝒂 𝒇𝒂𝒓𝒍𝒐?»
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Il dio delle anime spezzate non è nato come gli altri. Non da un gesto d'amore, non da una volontà divina, non da un equilibrio. È nato da uno strappo. Dall'unione impossibile di due angeli opposti - luce e ombra, creazione e distruzione - un errore che il cielo non avrebbe mai dovuto permettere.
Liefde non ha mai imparato ad amare. È stato creato per raccogliere ciò che resta: anime spezzate, vite interrotte, promesse mai mantenute. Eppure, tra le note perfette della sua esistenza, costruita come una sinfonia senza errori, esiste una pausa. Una crepa nel tempo.
È lì che tutto cambia. È lì che cade. Oltre la soglia di uno specchio.
Non uno qualunque, ma uno dei tanti disseminati tra i mondi, superfici sottili dove il giorno e la notte si sfiorano senza mai confondersi. Specchi che non riflettono soltanto immagini, ma verità dimenticate.
E dall'altra parte... c'è lei. Violet.
Non è intrappolata né prigioniera. È altrove. Una ragazza incatenata.
Non solo nel corpo, ma nello sguardo. Condannata a osservare la vita senza poterla toccare, intrappolata in una realtà che scorre senza di lei.
Tra misteri che si accumulano come polvere sotto la superficie del mondo, cadaveri che scompaiono senza lasciare traccia, e dettagli apparentemente insignificanti, qualcosa inizia a incrinarsi. Non solo nella realtà. Dentro di lui.
Perché quella ragazza non è un'anima spezzata come le altre. Più Liefde cerca di comprenderla, più si allontana da ciò che è stato creato per essere. Più resta, più sente. Più sente, più cambia.
Il problema è che gli dei non cambiano.
E quando lo fanno, cadono.