In una New York frenetica e spietata, due ragazzi si scontrano nei corridoi della prestigiosa Stuyvesant High. Da un lato c'è Patrik, un artista schivo dal passato segnato dalla solitudine, che usa il suo blocco da disegno come uno scudo contro il mondo. Dall'altro c'è Akillian, il "fenomeno" della squadra di nuoto, un ragazzo d'oro intrappolato nelle aspettative d'acciaio di sua madre, Teti, una donna potentissima che vede il figlio non come un essere umano, ma come un investimento da proteggere.
Il loro odio è immediato, viscerale, elettrico. Ma tutto precipita durante una gita al Metropolitan Museum. Davanti a un'antica anfora che ritrae il mito di Achille e Patroclo, i due esplodono in un litigio furibondo. In quel momento, la luce del museo e la furia dei loro sguardi creano un'immagine così simile al mito greco che una foto del loro scontro diventa virale in pochi minuti. Per tutta la scuola, e presto per tutta la città, loro non sono più solo due studenti: sono la reincarnazione di un amore leggendario.
Mentre il gossip divampa, le pressioni esterne diventano insostenibili. Teti, ossessionata dall'immagine del figlio, tenta di separare Akillian da quel "nessuno" di Patrik, scatenando nel ragazzo una ribellione mai provata prima. Spinto dal desiderio di sfidare il controllo materno e dalla necessità di proteggere Patrik dai bulli della squadra di nuoto, Akillian propone un patto folle: fingere di stare insieme.
In un climax emotivo sotto la pioggia di New York, i due capiranno che, sebbene il mito preveda una tragedia, loro hanno in mano la matita per ridisegnare il proprio finale. Non più ombre del passato, ma due ragazzi che, tra un insulto e un bacio, hanno finalmente trovato casa l'uno nell'altro.
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