Desirè Marini lavora alla Polizia Scientifica di Milano con la precisione silenziosa di chi conosce i segreti dei crimini altrui. Analizza prove, scrive rapporti, contribuisce a ricostruire verità nascoste senza mai essere al centro dell'attenzione. Vive con Debora Morgante, insegnante di letteratura, in un appartamento sui Navigli che sa di libri e di cose solide. La loro è una vita ordinata, costruita su gesti quotidiani e silenzi condivisi.
Ma sotto questa superficie esiste anche qualcosa di completamente diverso. Desirè ha sviluppato nel tempo una convinzione precisa: il sistema giudiziario commette errori che non corregge. Colpevoli certi, documentati, riconosciuti, tornano liberi per vizi procedurali, pene sospese, risarcimenti parziali. Lei ha deciso che qualcuno può correggere quegli errori. Ha deciso che quel qualcuno è lei.
Nel corso di tre anni e sette mesi, con metodo rigoroso e competenze tecniche che nessuno sospetta vengano usate in quel modo, porta a compimento dieci omicidi che il sistema classifica come morti naturali. Truffatori, stalker, corrotti, costruttori negligenti, funzionari infedeli: persone che la legge ha sfiorato senza fermare. Ogni caso è studiato, ogni dettaglio controllato, ogni analisi post-mortem gestita per fare il modo di non arrivare a lei.
Debora però inizia a notare qualcosa. La donna che ama sta diventando opaca in un modo che non riesce a comprendere, ma che non riesce a ignorare.
Quando la verità emerge - prima tra loro, poi nelle indagini condotte da una giovane PM tenace di nome Cristina Volpe - non c'è modo di tornare indietro. Il confronto con le forze dell'ordine porta all'arresto, al processo e alla condanna. Rimane Debora, sola con quello che sa: la consapevolezza di aver amato davvero qualcuno che ha fatto cose che non riesce a comprendere, e il dubbio irrisolto su dove stia il confine tra la giustizia e la Legge.
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