Ogni tanto, quando riesco a ritagliarmi un buco in quella fittissima ragnatela tutta matasse e garbugli che è la mia vita, soddisfo il rapsodico impulso di scriver poesia.
A muover da quella poc'anzi conclusa, ho deciso d'ora in avanti di raccoglierle tutte in un corpus unitario, che sia comodamente accessibile sia da me sia da chiunque possa essere interessato a esperirne; le precedenti (eccettuata quella che dà il titolo al romanzo che sto correntemente scrivendo, e che sarà inserita, per come fu composta tempo addietro, nella sua prefazione), disseminate fra vecchie note di un telefono in disfunzione, documenti OneDrive che sporadicamente spariscono dal PC e alcuni bordi delle nostalgiche pagine di consunti libri di scuola abbandonati da anni chissà dove per casa, hanno dunque già incontrato un destino ormai al di fuori della mia portata, e non è mia premura farle resuscitare.
Per quanto inoltre, ovviamente, in un certo qual senso lambenti la mia sfera privata e personale, dissuado i lettori dall'impeto di scorgere in questi testi uno specchio che dà sulla vita del loro autore, e li ammonisco contro qualsiasi altra riduttiva interpretazione che ne voglia trivializzare la caratura universale. Per un poeta, infatti, tutto è occasione di poesia, e poco possono le vicende biografiche più che offrire languidi spunti per cantare di cose più grandi.
Detto questo, ai non dissuasi auguro quindi una buona lettura.
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