[IN CORSO] -
Noam Hale si è fatto il culo per arrivare dov'è.
Borsa di studio. Allenamenti massacranti. Voti perfetti. Tre anni passati a dimostrare di meritarsi il ruolo di capitano della squadra di football del college.
Il coach glielo aveva detto già al primo anno: aveva la stoffa giusta. Leadership, disciplina, talento. Tutto.
Peccato che ci fosse già qualcuno davanti a lui.
Aaron Wolfard.
Ricco, arrogante e scandalosamente affascinante, Aaron è il capitano della squadra da quando era una matricola. Tutti lo adorano. I professori chiudono un occhio con lui, il campus praticamente lo idolatra e il coach continua a sceglierlo ogni singola volta.
Anche quando Noam si spacca la schiena per meritarselo più di chiunque altro.
Al primo anno Noam ha ingoiato il rospo.
Al secondo ha stretto i denti.
Al terzo... perde completamente la testa davanti all'intera squadra quando Aaron viene nominato capitano ancora una volta.
Pessima idea. Perché non appena succede il coach decide che i due hanno bisogno di imparare a collaborare. E lo decide in un modo decisamente da psicopatici!
Aaron e Noam dovranno condividere la stessa stanza, e sarebbe solo l'inizio.
Se Noam vuole restare nella squadra, dovrà completare insieme ad Aaron una lista assurda di attività obbligatorie: serate cinema, allenamenti privati, uscite con gli amici della squadra, cene, studio condiviso e persino il ballo d'inverno.
Aaron trova tutta la situazione estremamente divertente.
Noam decisamente no. Soprattutto quando il suo peggior nemico continua a provocarlo, sfiorarlo nel modo sbagliato e invadendo ogni centimetro del suo spazio personale con quel sorriso insopportabile.
Ma convivere con Aaron Wolfard diventa ancora più complicato quando Noam inizia ad accorgersi di una cosa terrificante: forse il problema non è più perdere contro di lui.
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