«Le restano due mesi di vita» Questa è la frase che Yeva, ha ascoltato in silenzio, il 10 novembre 2025.
Ma nulla, nessuna reazione traumatica o pianto.
Semplicemente un movimento del capo, verso il basso. Segno che ha capito le parole del dottore.
Le lacrime sono andate via a dodici anni, quando ha perso tutto in un incendio fatale. Da allora non prova più emozioni, vive come un'ombra nel mondo. Per questo quando le diagnosticano un cancro terminale, non reagisce. Ha già smesso di aspettarsi qualcosa dalla vita.
Ma nella notte del suo ultimo mese, sotto un diluvio e un lampione tremolante, incontra lui. Vodyvia. Uomo vestito di nero, con un altezza che sfiora i due metri, capelli perfettamente sistemati. Ma con un particolare che non passa inosservato.
Gli occhi. Completamente bianchi.
Non è umano. È il lato maligno del mondo, la distruzione, colui che governa il tempo e cancella gli errori dell'esistenza. E lei dovrebbe essere uno di quegli errori. Secondo i registri, è morta quella sera dell'incendio.
Un errore.
Eppure non la elimina. Perché la sua esistenza è anomala... e pericolosa. Potrebbe persino essere l'unica capace di ucciderlo. E lui non aspetta altro che la morte.
Quindi, le offre un patto: morire lentamente nel suo presente... oppure seguirlo nel passato, dove il tempo può prolungarle la vita, ma legandola a lui.
E tocca a lei scegliere.
Vivere come sempre? Oppure seguirlo nel tempo?
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