Due Volte Noi

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Il primo amore può trasformarsi in un fantasma che infesta ogni sogno e ogni pensiero. Per Alexandra, studentessa di veterinaria, quel legame spezzato sei anni fa è diventato un metro di paragone impossibile da eguagliare. Imprigionata nel ricordo di sensazioni irripetibili, Alex osserva il presente scorrere via, incapace di aprirsi a nuovi sentimenti finché il passato continuerà a reclamare il suo spazio. Proprio quando il tunnel sembrava finire e l'eco di quell'amore estivo pareva finalmente affievolirsi, il destino decide di rimescolare le carte. Ma non c'è nessuna favola con lieto fine all'orizzonte per Alex, perché il suo nuovo inizio ha le fattezze di un incubo magnetico. Si chiama Mavi, e dietro i suoi occhi meravigliosi e un viso dalla bellezza disarmante ma famigliare, si nasconde la tempesta che rischia di travolgere definitivamente i suoi fragili equilibri. Proprio quando i polmoni tornano a respirare e la riva sembra a un passo, il destino si abbatte come un'onda anomala, trascinandoti di nuovo nel gorgo, dove il fondo è l'unica certezza. Per quanto l'acqua sia fredda, cupa, devi continuare a nuotare, perché l'alternativa non esiste, o meglio, non ti fa esistere.
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emozioni
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Zoe osserva il mondo da bordo campo. Scrive, prende appunti, resta un passo indietro. Madison invece vive nel centro del rumore: capitano della squadra di basket, corpo allenato, sguardo che non chiede permesso. Quando si incontrano, non succede nulla di eclatante. Solo sguardi che durano un istante di troppo. Frasi dette a metà. Distanze che sembrano sicure finché non iniziano a tremare. A bordo campo è una storia di attesa, di corpi che si muovono e parole che restano indietro. Una storia su ciò che accade quando smetti di guardare la partita giusta e cominci a guardare la persona sbagliata. «Sei consapevole di quello che stai facendo?» chiede, la voce più bassa, quasi persa nella musica. La guardo negli occhi. Non c'è sfida. Solo una domanda vera. «Sto ballando,» rispondo. Le sue labbra si piegano in un mezzo sorriso. «Non solo.» Inclino la testa, senza smettere di muovermi. «Allora forse sei tu che guardi troppo.»

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