Durante una notte di pioggia a Seul, Jungkook cade in un'imboscata tesa da una fazione rivale.
Ferito e messo alle strette nei pressi del locale dove lavora Jimin, si imbatte in quest'ultimo. Jungkook gli promette una cifra astronomica se lo aiuterà a liberarsi degli aggressori. Jimin, vedendo la possibilità di pagare i debiti di una vita, accetta e mette in mostra abilità di combattimento straordinarie, salvando la vita all'ereditiere.
"Dovresti stare decisamente più attento a dove cammini con quegli abiti d'alta moda, amico," disse Jimin. Il tono della sua voce era melodioso ma venato di una sottile insolenza, e un mezzo sorriso ironico gli piegò le labbra carnose. "La prossima volta potresti non trovare qualcuno di buon umore a salvarti la pelle."
"Aspetta," pronunciò Jungkook. La sua voce, di solito ferma, per un millisecondo tradì una sfumatura di urgenza. Fece un passo in avanti, allungando una mano guantata come se volesse afferrare il tessuto della giacca del biondo per impedirgli di svanire. "Chi sei? Come ti chiami?"
Jimin sollevò il polso, dando un'occhiata rapida all'orologio digitale.
"Nessuno che ti riguardi," rispose Jimin, liquidandolo con un cenno asciutto della mano senza perdere il suo sorriso provocatorio. Si voltò sui tacchi e, con la stessa sconcertante rapidità con cui era apparso dal nulla, si addentrò nei meandri dei vicoli secondari, svanendo nell'oscurità e nella nebbia della città prima che i rinforzi della Famiglia Principale potessero bloccare le uscite.
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