A Mugnano di Napoli viene trovato morto l'assessore comunale ai Rifiuti e all'Ambiente, Raffaele Caruso, 52 anni, figura ambigua ma potente, legato da anni al business dello smaltimento dei rifiuti nell'hinterland. Il corpo è riverso accanto a un cassonetto stracolmo in via San Rocco, a pochi metri dalla casa di Vitto.
La versione ufficiale è quella di un'aggressione finita male da parte di un balordo o di un tossicodipendente. Vitto, chiamato sul posto dal maresciallo Antonio Esposito (suo contatto tra i Carabinieri), nota subito qualcosa che non torna: un manifesto elettorale di Caruso, strappato in modo troppo preciso e recente, nonostante la pioggia della notte precedente. Grazie alla sua memoria dei luoghi, Vitto ricostruisce che il manifesto era integro solo dodici ore prima e che il cassonetto è stato spostato di circa mezzo metro rispetto alla posizione abituale.
Inizia così un'indagine parallela di Vitto, tra minacce, vecchi debiti con i clan, e una corsa contro il tempo. Dietro l'omicidio si nasconde un intreccio molto più grande: appalti truccati per l'emergenza rifiuti, discariche abusive, soldi della Camorra e interessi politici che arrivano fino alla Regione. Vitto dovrà usare la sua capacità unica, il suo passato oscuro e le poche alleanze rimaste per arrivare alla verità, rischiando di perdere quel poco che gli resta: il rapporto col figlio Marco e la sua stessa vita.
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