Nora Vale ha imparato a sopravvivere molto prima di imparare a vivere. A sedici anni, dopo la morte di sua madre per overdose, si ritrova sola in un mondo che non le concede scelte. Per mantenersi, entra nello stesso giro che ha inghiottito sua madre: un lavoro che non è davvero un lavoro, un modo per restare viva, un modo per non svanire.
A diciotto anni incontra Adrian, un uomo che sembra diverso dagli altri. Non la vuole per il suo corpo, non la compra, non la consuma. Le offre qualcosa che somiglia a una via d'uscita, un'agenzia che non è prostituzione, non proprio. È qualcosa di più complesso, più ambiguo, più remunerativo. Ricatti, minacce, informazioni rubate. Nora diventa una pedina preziosa, una ragazza che sa leggere le persone, che sa entrare nelle loro vite senza farsi notare.
Finché un giorno le viene affidato un incarico diverso dagli altri: avvicinare una ragazza della sua età, scoprire cosa sta costruendo, rubare il suo progetto. Un compito semplice, in apparenza. Ma June Carter non è come gli uomini che Nora ha sempre incontrato. Non è un bersaglio, non è un cliente, non è un nome su un foglio. È una ragazza che vive nel mondo che Nora non ha mai avuto, un mondo fatto di università, progetti, futuro.
E qualcosa, dentro Nora, si sposta.
Il denaro smette di essere l'unico motivo.
L'incarico smette di essere un incarico.
E dieci milioni di dollari, la cifra che dovrebbe convincere chiunque a tradire June, iniziano a perdere peso, valore, senso.
Perché, alla fine, quanto valgono davvero dieci milioni, quando l'unica cosa che vuoi non ha prezzo?
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