Seo Yerin ha imparato presto che le persone possono scomparire lasciando dietro di sé soltanto ricordi sfocati. Per questo fotografa tutto ciò che teme di perdere, nascondendosi dietro l'obiettivo per non diventare mai, a sua volta, il soggetto dello sguardo di qualcuno.
Park Jimin, invece, ha trascorso gran parte della propria vita sotto gli occhi degli altri.
Un tempo era uno dei ballerini contemporanei più promettenti di Seoul. Ora insegna danza ai bambini e, ogni fine settimana, canta con sei amici su un piccolo palco illuminato di blu. Nessuno al Blue Room gli chiede chi fosse prima dell'incidente che gli ha spezzato la carriera. Nessuno, almeno, finché Yerin non gli scatta una fotografia.
Lei vuole conservare ciò che vede.
Lui vuole soltanto dimenticare di essere stato visto.
Ma alcune persone non entrano nella nostra vita per salvarci o per aggiustare ciò che si è rotto. Alcune arrivano semplicemente per restare, anche quando il rumore si spegne e non rimane più alcun palcoscenico dietro cui nascondersi.
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