"Il Serpente non ti promette il male. Ti promette solo che, una volta assaggiato il frutto, non vorrai più tornare nel tuo finto Paradiso."
Dicono che l'Eden fosse un luogo perfetto, ma la purezza è solo l'illusione più fragile dell'universo.
A diciannove anni, Eden sa bene che il peccato non si annuncia con il rumore dei tamburi: striscia calmo nell'erba alta. Scappare dalla Polonia non è stata una scelta, ma l'unica via di fuga per sopravvivere. Per lei, approdata a Londra insieme alla madre Vivien e al piccolo Noah di sette anni, il mondo si è ridotto a una priorità: proteggere la sua famiglia. Il suo unico desiderio sarebbe perdersi nella lettura dei classici e studiare letteratura inglese, ma quando sua madre decide di sposare Lord Alexander Blackthorne, un freddo e spietato imprenditore danese, la sua vita cambia drasticamente.
Quarantacinque anni, un impero finanziario e il titolo di Lord danese, Alexander vive a Londra come un sovrano assoluto in una fortezza minimalista di cemento, vetro e orologi antichi. Per lui il tempo non è una misura, è un'arma. Tatuato di rune pagane, cinico, freddo e maniaco dell'ordine, rifiuta il caos e pretenda che ogni secondo della sua vita segua una cronologia impeccabile. Il matrimonio d'interesse con una donna vanitosa è solo una mossa calcolata: un paravento perfetto per silenziare la stampa, mantenere le apparenze e allontanare pretendi ingombranti. Tutto è pianificato. Tutto è sotto controllo. Ma Eden è caos puro. È l'unica variabile che la sua logica non può decifrare, una purezza selvatica che lo sfida e lo ossessiona.
Intrappolata nella sua dimora, Eden scoprirà che il Serpente non è una bestia deforme, ma un uomo capace di spogliarle l'anima e che il prezzo da pagare per scoprire la verità sul proprio passato è cedere alla tentazione più proibita di tutte.
"Dove tu sei, io sarò. Dove tu cadi, io sarò l'abisso che ti accoglie."
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