La guerra si stava avvicinando sempre di più al mondo magico. E, con essa, l'essere più spietato che il mondo dei maghi avesse mai conosciuto stava facendo il suo ritorno.
Da anni aveva iniziato a riprendere lentamente forma, ricostruendo il proprio potere nell'ombra e radunando attorno a sé il maggior numero possibile di seguaci. Nessuno osava pronunciare il suo nome, ma la sua presenza tornava a farsi sentire, sempre più vicina, sempre più minacciosa.
Hermione Granger era una studentessa di Serpeverde all'ultimo anno di studi a Hogwarts. Contrariamente a ciò che molti si sarebbero aspettati da una ragazza proveniente dal mondo non magico, Hermione aveva sempre trovato il suo posto tra le mura del castello.
La sua vita era stata relativamente tranquilla, circondata da amici fidati come Draco Malfoy e Astoria Greengrass, e sostenuta da una famiglia che, nonostante le proprie origini babbane, non aveva mai smesso di starle accanto.
Ma quella tranquillità era destinata a finire.
Lord Voldemort aveva deciso di liberare suo figlio, Mattheo Marvolo Riddle, da Azkaban.
Ormai due anni trascorsi tra le mura della prigione magica avevano lasciato segni profondi sul ragazzo. Privato della luce e sottoposto per troppo tempo alla presenza dei Dissennatori, Mattheo non era più lo stesso; era ormai privo di emozioni.
Un essere che obbediva senza provare nulla.
Mattheo era tutto ciò che Hermione disprezzava: l'arroganza, la certezza di avere il mondo ai propri piedi soltanto perché nelle sue vene scorreva sangue considerato 'puro' e perché il cognome che portava era abbastanza potente da aprirgli qualsiasi porta.
Un teatrino di cui lui era protagonista e pubblico insieme. Lei, però, non era certo una spettatrice passiva.
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